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Cronaca

Acqualatina, approvata la modifica dello Statuto. FdI protesta con la Meloni

Giornata infuocata: mentre l’assemblea dei soci approvava le modifica dello Statuto per una diversa scelta del Cda, la protesta di Fratelli d’Italia con in testa Giorga Meloni: “Porteremo il caso in Parlamento”. Poi l’appello a Cantone

Si è riunita ieri l’assemblea dei soci di Acqualatina che ha approvato le modifica dello Statuto per una diversa scelta dei membri del consiglio di amministrazione attraverso un avviso pubblico.

Un’assemblea che ha visto l’assenza dei sindaci di Latina e Terracina, sfiduciati nelle scorse settimane e la contemporanea protesta di Fratelli d’Italia proprio davanti la sede di Acqualatina, una protesta guidata da Giorgia Meloni.

Soddisfatti, invece, i sindaci del Partito Democratico di quanto deciso ieri dall’assemblea. "Da domani - spiega il primo cittadino di Formia, Sandro Bartolomeo -, i membri del Consiglio di Amministrazione di parte pubblica, saranno scelti attraverso una procedura selettiva con criteri quali esperienza manageriale pluriennale in multiutilities, titoli di specializzazione e anche la parità di genere.

Finisce l'era dei poltronifici, delle nomine dirette da parte dei partiti, e inizia una nuova fase in cui i manager pubblici sono scelti per competenza e non per appartenenza. La nostra posizione su Acqualatina rimane sempre critica e riteniamo che il superamento della gestione privata sia il passaggio necessario e obbligato per vedere risultati concreti sul fronte efficienza e riduzione dei costi. Tuttavia - conclude -, riteniamo che l'introduzione di criteri meritocratici potrà sicuramente migliorare la situazione da subito”.

Contemporaneamente all’assembla sotto la sede della società la protesta di Giorgia Meloni e i suoi. Sul palco anche i due sindaci di Latina e Terracina, Giovanni Di Giorgi e Nicola Procaccini, da poco sfiduciati, l’onorevole Pasquale Maietta e Nicola Calandirini.

E ci va giù duro il presidente di Fratelli d’Italia che assicura porterà il “caso Acqualatina” in parlamento mentre rivolge un appello al presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, affinché legga le carte “perché spetta agli organismi preposti verificare i profili di legittimità legati a comportamenti che secondo noi sono quantomeno curiosi. A noi spetta denunciare e condannare i profili politici” ribadisce la Meloni ritornando sulla formazione di un asse tra Forza Italia e Partito Democratico per la caduta di Procaccini e Di Giorgi.

“Come Fratelli d’Italia presenteremo un’interrogazione parlamentare per accendere i riflettori su questa vicenda” ha poi concluso.

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