Acqualatina riduce il flusso idrico, Sezze a corto d’acqua

Il gestore passa alle vie di fatto sul contenzioso con la Dondi: garantita sola la quota minima prevista dal piano acquedotti. Problemi nelle zone alte del paese, Campoli precetta i due gestori

Le rassicurazioni della Dondi non sono bastate. Stamattina, dopo che Acqualatina ha dato seguito alla sua decisione di diminuire il flusso idrico verso il centro lepino, le zone più alte del paese hanno cominciato ad avere seri problemi d’approvvigionamento idrico. Tanto da spingere il sindaco Andrea Campoli a emettere un’ordinanza d’urgenza precettando i due gestori: alla Dondi ha chiesto di mettere in atto tutte le procedure straordinarie per fornire l’acqua agli abitanti, ad Acqualatina di aumentare il flusso idrico a 90 litri al secondo verso le zone più alte del paese “al fine di poter ridurre l’impatto della crisi”.

La chiusura parziale delle manopole degli impianti delle Sardellane ha causato una riduzione del flusso di 35 litri al secondo: Acqualatina ha così assicurato a Sezze solamente la quota minima prevista dal piano regionale acquedotti, alla quale va aggiunta quella garantita dagli impianti in mano alla Dondi. Gli impianti gestiti dalla concessionaria non hanno potuto sopperire completamente alla mancanza d’acqua fornita dal gestore dell’Ato 4. La Dondi ha dovuto attingere al bacino di riserva costituito dal lago delle Mole Muti e ha dovuto fronteggiare il malfunzionamento dei pozzi di Fonte La Penna, che secondo quanto riferito dal Comune sono rimasti fuori uso.

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“Avendo constatato la grave situazione idrica in tutto il territorio comunale, soprattutto nelle parti alte - spiega l’amministrazione comunale in una nota - il sindaco Campoli ha immediatamente costituito e coordinato un tavolo di emergenza al fine di mettere in campo ogni azione necessaria alla riduzione delle problematiche derivanti dalla situazione. Per tale motivo, è stato convocato anche il geometra Maurizio Russo, in qualità di responsabile della società Dondi, il quale ha confermato lo stato di crisi idrica del territorio”. Si teme soprattutto per i disagi recati alle strutture pubbliche e ospedaliere, come il San Carlo da Sezze.

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