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Aggrediscono due infermiere della Clinica Città di Aprilia: pronto soccorso a soqquadro

L'episodio avvenuto nella giornata di domenica 10 gennaio. Dura condanna del sindaco Antonio Terra. Responsabili due donne

Il pronto soccorso della Clinica Città di Aprilia messo a soqquadro da due donne. E' accaduto ieri mattina, domenica 10 gennaio e l'episodio è stato duramente condannato dal sindaco Antonio Terra.

Le due donne, secondo quanto ricostruito, lamentavano ritardi nell'assistenza a un proprio familiare. "E hanno pensato bene - commenta il primo cittadino - di risolvere una presunta criticità alla ìvecchia maniera', aggredendo con violenza le infermiere che stanno svolgendo il loro lavoro. Risultato: il pronto soccorso è stato chiuso fino alle 14 e due infermiere sono finite in ospedale, questa volta non per assistere qualcuno ma per farsi medicare".

"Oltre alla condanna di un'aggressione inaccettabile e assolutamente non giustificabile, condanna che esprimo a nome dell'intera città - continua Terra - vorrei sottolineare questo curioso aspetto: i fatti gravi dimostrano bene come la violenza non risolva mai i problemi, ma li aggravi. Per questo, oltre ad essere immorale, è anche piuttosto stupida".

Sul caso interviene anche il consigliere regionale pontino di Forza Italia e presidente della commissione Sanità Giuseppe Simone: “Non esistono preoccupazioni, tensioni, ragioni o contesti che possano, mai ed in alcun caso, giustificare la violenza in generale e nei confronti del personale sanitario, in particolare - dichiara il consigliere - Quanto accaduto nel pronto soccorso della Casa di Cura Città di Aprilia ieri mattina dove, stando quanto riportato dalla stampa, due infermiere che stavano svolgendo il proprio lavoro sono state aggredite, insultate e picchiate da due donne è inaccettabile. Quello che preoccupa è che tali episodi si ripetono con frequenza a dimostrazione della carenza di adeguata sicurezza a tutela di chi lavora in prima linea per dare assistenza e cure ai pazienti. Medici, paramedici e gli addetti, a tutti i livelli, delle strutture sanitarie vanno tutelati e messi nelle condizioni di poter svolgere al meglio e nella massima tranquillità il loro lavoro. Chi aggredisce il personale sanitario aggredisce la sanità stessa, impedisce, come accaduto ieri con la chiusura temporanea del pronto soccorso seguita all’aggressione, a tutti di accedere alle cure nei modi e nei tempi di cui necessitano e questo non possiamo permetterlo. Alle due infermiere esprimo solidarietà e vicinanza per aver subito atti di violenza vili e vergognosi e gli auguro una pronta guarigione. Spero che tali fatti diano la sveglia al presidente Zingaretti e al direttore Casati che si ostinano a dire che va tutto bene rifiutandosi, volutamente, di vedere quale è la realtà che si vive nei nostri ospedali ogni giorno”.

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