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Agguato a Nettuno, le indagini sugli spari al boss Antonello Francavilla e a suo figlio

Il duplice tentato omicidio consumato il 2 marzo in un'abitazione di Nettuno dove l'uomo stava scontando una condanna definitiva ai domiciliari

Continano le indagini sull'agguato ad Antonello Francavilla e a suo figlio 15enne, avvenuto il 2 marzo in un'abitazione a Nettuno. Gli investigatori stanno tentando di comprendere se i sicari siano arrivati da Foggia, dove l'uomo è ritenuto uno dei boss della mafia, o se invece siano del posto. L'attività investigativa è condotta dalla squadra mobile e coordinata dai pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia. Padre e figlio intanto sono ancora in ospedale in condizioni gravissime.

A lottare fra la vita e la morte è soprattutto il figlio 15enne, sottoposto a un delicato intervento neurochirugico e di chirurgia toracica e ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica del policlinico Gemelli. 

Quanto accaduto nell'abitazione dell'uomo a Nettuno appare come un vero e proprio agguato in stile mafioso. Ad agire sono stati due killer che sono riusciti a farsi aprire la porta fingendosi poliziotti. Aperta la porta del villino di via Greccio sono poi stati dieci i colpi esplosi con una pistola calibro 380 9 millimetri. Sei contro Antonello Francavilla, colpito all'addome, al petto e al braccio destro e due contro il figlio minorenne, che lo hanno raggiunto alla testa e alla schiena. 

Come riporta Roma Today, proprio il figlio Mario, arrivato a casa del padre dalla Puglia appena due giorni prima dell'agguato, potrebbe essere stato seguito dai sicari per raggiungere il padre che sta scontando una pena agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nel comune della provincia romana.

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