Agricoltori e associazioni antimafia, manifestazione davanti al tribunale

Cra, Dignità sociale, Cittadini contro le mafie e associazione Caponnetto chiedono controlli sulle aste giudiziarie per evitare che aziende e beni finiscano nelle mani della criminalità

“All’asta finiscano i corrotti e le mafie, non i cittadini” recitava uno striscione appeso dai circa cinquanta manifestanti delle quattro associazioni che questa mattina si sono ritrovati davanti al tribunale di Latina. Cra, Dignità sociale, I cittadini contro le mafie e la corruzione, il Comitato Antonio Caponnetto chiedono maggiori controlli nelle procedure di vendita all’asta delle aziende in fallimento. E Danilo Calvani, Antonio Turri e Elvio Di Cesare hanno incontrato il vicepresidente del tribunale di Latina.

“È assurdo che persone in cassa integrazione o casalinghe - sottolinea Di Cesare - possano rilevare all’asta aziende agricole dal valore di 500 o 600mila euro. Per questo abbiamo chiesto alla Dda di Roma di aprire un’indagine per vedere cosa c’è dietro queste situazioni”. L’esponente dell’associazione Caponnetto ha annunciato di aver chiesto un incontro al procuratore Giuseppe Pignatone, che guida la direzione distrettuale antimafia. Analoga richiesta è stata rivolta anche i procuratori della Dia di Roma e Napoli, a quelli dei tribunali laziali, ai questori e ai comandati dei carabinieri e della guardia di finanza.

“Non ci faremo portare via la terra e la casa da sotto i nostri i piedi. Siamo pronti a una risposta civile ma forte” avverte Calvani. Per Turri, invece, il settore agricolo rischia di far la fine dell’edilizia e del commercio perché le infiltrazioni mafiose stanno prendendo piede anche nel comparto della produzione alimentare.

"Molte delle oltre 1800 imprese che operano nel settore sono minacciate non solo dalle procedure fallimentari - avvertono le associazioni partecipanti alla manifestazione - ma dagli appetiti delle mafie d’importazione e locali che tentano di acquisirle all’asta. Non si contano negli ultimi mesi gli attentati incendiari a danno di aziende agricole, specie nell’area del Circeo, che sono il segno di come la criminalità organizzata stia attuando un “piano di paura” capace di far recedere gli agricoltori da ipotesi di resistenza alle politiche di acquisizione dei loro beni aziendali".

Nel documento presentato alle istituzioni e alle forze inquirenti le associazioni chiedono:

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- che vengano espletate indagini per verificare la reale identità degli aggiudicatari d'aste giudiziarie di aziende agricole, commerciali o artigianali. 
- che siano effettuate indagini patrimoniali sugli aggiudicatari al fine di verificare la legittima provenienza dei capitali dagli stessi impiegati per la partecipazione alle aste. 
- che sia disposta la sospensione del decreto di trasferimento del compendio aggiudicato sino alla conclusione dei menzionati accertamenti. 
- che siano predisposti controlli sulla filiera agroalimentare al fine di allontanare gli interessi delle mafie dal settore con specifico riferimento alla produzione, al trasporto ed alla commercializzazione dei prodotti agricoli. 
- che vengano predisposti tavoli di monitoraggio e di controllo dalle Forze dell’Ordine e dagli uffici competenti nel settore delle aste immobiliari per evitare il riciclaggio di danaro sporco da parte di associazioni malavitose. 
- che venga attivato un tavolo istituzionale capace di promuovere idonee iniziative per preservare il tessuto imprenditoriale sano della Regione.

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