Cronaca Centro / Piazza Bruno Buozzi

Giustizia per Alessia, in centinaia per chiedere l’arresto del pirata

Grande adesione alla manifestazione di questa mattina in tribunale per chiedere l'arresto di Emanuele Fiorucci, l'uomo che il 2 settembre ha investito e ucciso Alessia Calvani

Centinaia di persone, soprattutto giovani, hanno partecipato questa mattina alla manifestazione – organizzata dall’associazione familiari e vittime della strada - per Alessia Calvani, la giovane di 15 anni travolta e uccisa la sera del 2 settembre del 2012 in via della Stazione da un pirata della strada. Un pirata che ha avuto un volto e un nome solo dopo 13 mesi di dure e complicate indagini da parte della polizia stradale.

Vogliono giustizia non vendetta; giustizia per la giovane studentessa uccisa più di un anno fa, per la sua famiglia come anche per tutte le altre vittime della strada. Tanti gli striscioni preparati dai ragazzi, da chi Alessia la conosceva bene come anche da chi non l’aveva mai vista ma si sente in dovere di sostenere questa battaglia.

E quella di stamattina è stata una manifestazione di protesta “giusta e doverosa” - come l'hanno defnita - assolutamente pacifica. “Siamo qui solo perché vogliamo giustizia per Alessia – ci hanno detto alcuni dei ragazzi -. Il nostro pensiero va solo a lei. Vogliamo solo vedere chi lo ha ucciso in carcere”.

“Quello che è successo è una vergogna per il Paese – ha dichiarato Giovanni Delle Cave, il vice presidente dell’associazione familiari e vittime della strada . Ribadisco che da domani entrerò in sciopero della fame fin quando l’uomo che ha ucciso Alessia non verrà arrestato. E se questo non succederà noi continueremo con la nostra protesta; manifesteremo davanti la Procura, e se ancora non dovesse bastare andremo a piedi fino a Roma, fino alla sede del Ministero di Grazia e Giustizia”.

Da sottolineare proprio la grande partecipazione di giovani. “Questi ragazzi rappresentano il presente e il futuro del nostro Paese. Rappresentano il volto dell’Italia pulita che vuole giustizia”.

Gli fanno eco anche i rappresentanti dell’associazione Valore Donna – Valentina Pappacena, il presidente, e Ferdinando Tripodi, il responsabile Diritti Civili – che più volte e a gran voce hanno sostenuto la loro battaglia per l’introduzione dell’omicidio stradale. “Quanto vale una vita? – commentano –. È scandaloso che una persona che uccide resti fuori dal  carcere; è un fatto grave per la nostra città ma anche per l’intero Paese, perché quello di Alessia è solo uno dei casi che accadono ogni giorno in tutta Italia. Noi continueremo a lottare e come associazione sosterremo qualsiasi altra forma di protesta che verrà attuata nei prossimi giorni”.

L'ARRESTO DEL PIRATA DELLA STRADA

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