Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Formia

Allarme piena del "Pontone". Appello a Regione e Prefetto

Nel 2012 una donna anziana perse la vita, travolta dalla forza delle acque. Solo tre giorni fa un'altra lieve esondazione. I sindaci di Formia e Gaeta chiedono alla Regione interventi per il ripristino

Con le incessanti piogge di questi giorni la questione del rio d’Itri, da tutti conosciuto come “Torrente Pontone”, accende un campanello d’allarme tanto da portare i sindaci di Formia e Gaeta, Sandro Bartolomeo e Cosmo Mitrano, a scrivere una lettera congiunta ai vertici della Regione, al Prefetto di Latina Antonio D’Acunto, al presidente della Provincia di Latina e all’Autorità dei Bacini Regionali del Lazio, chiedendo interventi urgenti per il ripristino strutturale.

Era ottobre del 2012 quando si consumò una tragedia, la pioggia battente ingrossò il letto del rio che scorre al confine tra i Comuni di Formia e Gaeta. Il fiume ruppe gli argini e devastò le campagne. Una coppia di anziani fu sorpresa dalla forza delle acque. Il marito si salvò, la moglie fu trascinata dalla piena.

I sindaci si dichiarano preoccupati per l’eventualità di nuovi episodi simili

“Da allora – si spiega in una nota - , nessun serio intervento è stato effettuato per la messa in sicurezza degli argini. Nonostante le numerose denunce e segnalazioni avanzate dai Comuni interessati. E la stagione delle piogge si avvicina".

Altri preoccupanti segnali domenica 25 agosto. Il tappo di alberi, rami e rifiuti trascinati dalla corrente ha prodotto una nuova, lieve esondazione. E se i danni sono stati alla fine limitati è grazie alla tempestività delle squadre intervenute.

“Il punto è la competenza. Come si evince da una precedente, copiosa corrispondenza intercorsa tra il Comune di Gaeta e i vari enti coinvolti, del Pontone è responsabile la Regione Lazio”.

Purtropporecita la lettera a firma dei due sindaci - ad oggi i Comuni di Formia e Gaeta non hanno ricevuto ancora notizie in merito alla questione”.

“In ballo non c’è solo la sicurezza idraulica della Canzatora, il quartiere cresciuto sulle due sponde del Pontone. Nei casi di esondazione del rio –  sottolineano Mitrano e Bartolomeo nella nota inviata- confluiscono a mare e sulla spiaggia di Vindicio rifiuti di ogni genere e di difficile classificazione, comportando significativi danni ambientali. Il fenomeno si ripete ogni anno, con ricadute fortemente negative sulle numerose attività economiche e balneari che insistono sul litorale, sulle quali già grava il peso di una crisi economica più generale”.

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