Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Alta Diagnostica, via libera del Consiglio al progetto rimodulato

La sede del centro sarà l'ospedale Goretti di Latina, dove saranno collocati la Tac Force, la RMN3 Tesla e una Sala Ibrida

Con 19 voti favorevoli, tra cui quelli dei consiglieri del Pd Enrico Forte e Nicoletta Zuliani, è stata approvata in Consiglio comunale la rimodulazione del progetto dell'Alta Diagnostica.

Secondo il nuovo accordo, il progetto sarà riportato all’interno dell’ospedale, che realizzerà un vero e proprio “salto di qualità”, che consentirà di porlo, per qualità di assistenza e dotazione tecnologica, ai vertici degli ospedali della regione Lazio. L'approvazione di oggi incassa la soddisfazione da parte dei consiglieri di Latina Bene Comune. "Il Movimento Lbc - spiegano - ritiene, come già espresso in passato, che la rimodulazione del progetto votata oggi in Consiglio comunale sia migliorativa, in quanto non solo manterrebbe gli standard di eccellenza, ma determinerebbe una rilevante ottimizzazione funzionale del progetto stesso". 

I termini del nuovo accordo

L'accoro prevede infatti l’acquisizione della Tac Force (apparecchiatura che fornisce prestazioni veloci e di altissima performance), della RMN3 Tesla e, importante novità rispetto al progetto precedente, l’acquisizione di una Sala Ibrida  “chiavi in mano”. Si tratta di una sala operatoria multifunzione, con competenze polispecialistiche cardiochirurgiche e di chirurgia vascolare, che consentirà di trattare alcune patologie cardiovascolari, ora oggetto di “migrazioni”  verso gli ospedali romani, determinando una crescita sostanziale nell’offerta di salute alla cittadinanza di tutto il territorio.
Il progetto, inoltre, prevede la collocazione della Tac Force, della RMN3 Tesla e della Sala Ibrida all'interno dell'ospedale Santa Maria Goretti, dove lo stesso primo protocollo di intesa aveva previsto la realizzazione del Centro. 

Le criticità del progetto originario

"Nel corso degli ultimi due anni - spiega Lbc - l'amministrazione comunale, prendendo atto delle criticità emerse rispetto al progetto originario, logistiche, gestionali e di fattibilità, si è fatta carico di una rivalutazione del progetto, con il solo scopo di realizzarne il migliore  possibile per la città e di non sprecare un’occasione così importante. Nell’ambito della rivalutazione è stato svolto un grande lavoro di analisi e di approfondimento tecnico e amministrativo, in un ambito trasparente e senza finalità di interesse personale, a solo beneficio della popolazione, nel rispetto di un rapporto fattivo con tutti gli attori coinvolti, in primis con la Fondazione Roma, che rappresenta una grande risorsa anche per progetti futuri". Si è preso poi atto delle criticità di gestione a lungo termine da parte dei privati. E l'amministrazione comunale ha così riaperto il dialogo con la dirigenza della Asl pontina, che si è resa disponibile a far parte di un tavolo. 

"Il Comune - proseguono i consiglieri - essendo il sindaco il primo garante della salute pubblica, ha interpretato questo ruolo, fungendo da catalizzatore tra tutte le figure coinvolte". Anche l’amministrazione provinciale, risarcita dell’investimento di 800.000 euro da parte di Fondazione, “accoglie positivamente l’evoluzione dell’iniziativa che prevede di riportare tale progetto alla originaria previsione realizzativa all’interno dell’Ospedale Goretti".

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