Cronaca

L’ultimo saluto di Latina ad Antonio Pennacchi: una folla commossa per i funerali a San Marco

Il feretro portato a spalla dal Museo Cambellotti alla cattedrale; don Enrico Scaccia: "La vita di Antonio non trova la parola fine in questi giorni perché è stato un seminatore". Il sindaco Coletta: “Latina il 3 agosto 2021 si è sentita più sola”

Questa mattina Latina ha dato il suo ultimo saluto ad Antonio Pennacchi. Una folla commossa ha partecipato ai funerali che si sono tenuti alle 10.30 nella cattedrale San Marco stringendosi alla famiglia del scrittore scomparso lo scorso 3 agosto all’età di 71 anni.

Nella serata di ieri è stata aperta la camera ardente allestita all’interno del Museo Cambellotti che ha accolto tantissime persone, da esponenti politici e del mondo della cultura, fino agli amici dello scrittore e a semplici cittadini. Questa mattina il feretro è stato portato a spalla dal Museo alla chiesa San Marco dove sono state celebrate le esequie officiate da don Enrico Scaccia, che è stato parroco a Borgo Podgora dove ha abitato Pennacchi e ora è vicario del vescovo di Latina. Grande la partecipazione della città che ha voluto abbracciare e dare il giusto tributo ad Antonio Pennacchi nel giorno in cui a Latina è stato proclamato anche il lutto cittadino; tante le persone, nel rispetto delle misure anti-Covid, all’interno della chiesa mentre altre sedie sono state predisposte anche nel piazzale esterno.

Durante l’omelia don Enrico Scaccia ha ricordato quanto Antonio Pennacchi fosse legato al territorio pontino e come sia riuscito a raccontarlo a tutti noi. "La vita di Antonio non trova la parola fine in questi giorni perché è stato un seminatore: i suoi racconti e le sue descrizioni, che resteranno, hanno fatto emergere la ricchezza di questa terra che ha il sapore della fatica e della speranza. Attraverso il suo sguardo ha saputo valorizzare la nostra storia e le nostre famiglie". Diversi gli interventi durante la cerimonia, aperti dal sindaco di Latina Damiano Coletta e a cui hanno fatto seguito, Giovanni Francesio della Mondadori e Lucio Caracciolo, il direttore di 'Limes', la rivista alla quale collaborava Pennacchi. La figlia dello scrittore ha voluto ringraziare quanti in questi giorni sono stati vicini alla famiglia, mentre Clemente Pernarella ha letto un passo tratto dal romanzo Canale Mussolini valso a Pennacchi il Premio Strega nel 2010. Poi tra gli appalusi il feretro ha lasciato la chiesa.

Latina il 3 agosto del 2021 si è sentita più sola, perché ha perso un padre, un fratello, un figlio di questo territorio - ha detto il primo cittadino Coletta durante la cerimonia -. Quando una persona ci lascia rimangono i ricordi e le sensazioni, quando ci lascia un artista come Antonio Pennacchi rimangono le sue opere. E con la sua opera più importante ha raccontato la storia di questo territorio, elevandola. Una storia in cui tutti ci siamo riconosciuti. E per questo l’affetto che poi ha ricevuto dalla sua città e dalla comunità del territorio che ha saputo racontare è stato grandissimo. Antonio Pennacchi non solo è stato il cantore della storia del nostro territorio, ma quotidianamente è stato egli stesso la città, è stato la storia. Alla camera ardente ho visto tanta gente sinceramente commossa e ho letto in queste ore tantissime testimonianze proprio perché è stato ed è una presenza che ognuno di noi ha avvertito, anche nella sua capacità di essere sempre un po' fuori dagli schemi, ma comunque sempre vero” ha detto il sindaco.


 

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