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Incendio alla Loas di Aprilia, una petizione per chiedere chiarezza e responsabilità sul rogo

Intanto l’Arpa ha ultimato le analisi sul quarto campione e i dati relativi alle sostanze rilasciate dall’incendio risultano in crescita rispetto al campione precedente

Una petizione per chiedere chiarezza e provvedimenti urgenti dopo il violento incendio di domenica scorsa alla Loas di Aprilia è stata lanciata da alcune associazioni attive sul territorio (tra i primi firmatari ci sono La Città degli Alberi-Aprilia, Circolo ANPI "Vittorio Arrigoni" di Aprilia, Comitato Pendolari FR8a Carrozza, Comitato Quartiere Primo Aprilia, Assessorato Beni Culturali e Turismo Comune di Ardea, Presidente della Commissione Ambiente Comune di Ardea, Associazione Senzaconfine Aprilia, Comitato Borghi Rurali Aprilia, Comitato di Quartiere Bellavista Aprilia-Lanuvio, Comitato di Quartiere Borgata Agip Aprilia, Comitato di Quartiere Colle dei Pini - Casello 45 Aprilia, Comitato di Quartiere Toscanini, Associazione Consulgreen Aprilia, Comitato di Quartiere Fossignano Aprilia, Comitato di Quartiere Aprilia Nord, ASSINARCH Aprilia, Associazione culturale Napo87, Comitato di Quartiere Campoleone Aprilia-Lanuvio, Comitato di Quartiere Aprilia Centro, Comitato di Quartiere Selciatella).

Già oltre 2mila firme sono state raccolte attraverso la piattaforma change.org.

“Nei nostri territori, dove affiorano ogni giorno discariche abusive, stoccaggi incontrollati di rifiuti di ogni genere, al trattamento degli stessi nei siti per la produzione di biogas, industrie esistenti ad alto rischio rilevante, sommati ad incurie legate al malaffare – si legge in premessa - si è purtroppo creata ad opera di un mal costume generale associata al buon affare malavitoso, una zona (quella di Aprilia) sita nel territorio Italiano classificato ad alto inquinamento e soprattutto ad elevato rischio a danno della salute pubblica. Purtroppo, e i dati di incidenza delle malattie tumorali ne sono la riprova, questa è la vera quotidianità con cui i cittadini devono convivere. L’ultimo incendio del 9 agosto 2020, presso la società Loas Italia SRL, ha inevitabilmente aggravato e conclamato questo stato di infelice calamità, aggiungendosi alla già compromessa situazione ambientale del nostro territorio (dati pubblicati), con picchi di emissioni di Tetracloro- dibenzo - diossina (Tcdd), associata a idrocarburi policiclici aromatici, superando di fatto e di gran lunga l’incendio doloso, presso la società di smaltimento ECO X di Pomezia del 5 maggio 2017”.

Fatte le dovute premesse, i cittadini e le associazioni chiedono alle autorità: che sia fatta piena luce sui fatti accertando tutte le responsabilità; che vengano bloccate le fidejussione presentate dalla Loas; che vengano riusciti ristori alla popolazione esposte alle emissioni di tetra cloro, dibenzo e diossina associata a idrocarburi policiclici aromatici prodotte dell’incendio; che venga predisposto un protocollo per lo spegnimento immediato di roghi attraverso il soffocamento data l’inefficacia dei sistemi finora attuati cancellando ogni traccia del dolo e delle tipologie di rifiuto bruciate ed esponendo in modo prolungato la popolazione ai fumi. Si chiede infine che sia istituito un Osservatorio sanitario permanente nell’area compresa tra i comuni di Pomezia, Ardea, Aprilia, Anzio e Nettuno.

Intanto, l’Arpa Lazio ha completato anche le analisi sul quarto campione e quello che emerge è che i valori riscontrati sono leggermente in crescita rispetto a quelli emersi dal campione precedente e dunque ancora al di sopra degli standard di riferimento. Le attività di monitoraggio proseguiranno anche nei prossimi giorni.

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