Giovedì, 18 Luglio 2024
L'indagine / Aprilia

Principi e il legame con la cosca: "Il riferimento principale del gruppo all'interno del Comune"

Nelle carte dell'inchiesta per mafia viene ricostruito il ruolo dell'associazione, il peso avuto nella campagna elettorale del 2018 e i favori concessi dall'ex vice sindaco. Mentre si preparava la candidatura a primo cittadino

Privo di condanne e precedenti, in politica dal 2002, il sindaco di Lanfranco Principi da 24 ore si trova agli arresti domiciliari, travolto da un terremoto scatenato dall'indagine della Dda. E' considerato il "referente principale dell'associazione di tipo mafioso all'interno del Comune di Aprilia", ritenuto responsabile di concorso esterno.

Il giudice per le indagini preliminari firmatario dell'ordinanza, Francesco Patrone, ricostruisce che l'intera attività del gruppo sia stata stata indirizzata, nel corso delle elezioni del 2018, a sostenere la presentazione prima e poi l'elezione di Principi, "che diventa così, in ragione dello straordinario risultato elettorale, il simbolo della potenza del sodalizio e il suo riferimento nell'amministrazione". Nel corso della campagna elettorale del 2018 gli investigatori documentano i suoi ripetuti contatti con alcuni degli indagati finiti agli arresti. Sono loro, secondo l'indagine, a fornire un pacchetto di voti. "Come si chiama la persona che dobbiamo aiutare?" chiede Ivan Casentini a Marco Antolini, entrambi destinatari di misure cautelari in carcere e collaboratori del capo Patrizio Forniti. "Lanfranco Principi", è la risposta. Poi, una serie di contatti telefonici, appuntamenti, incontri, per avviare quella che il gip definisce "la campagna elettorale sommersa" e garantire così al candidato del gruppo un pacchetto consistente "invitando affiliati e imprenditori vicini alla cosca a procacciare voti". La chiusura del patto elettorale fra l'associazione di Forniti, Terra e Principi viene sugellata da una cena organizzata da due imprenditori e dall'indagato Antolini, il 4 giugno del 2018. Per il pubblico ministero titolare dell'inchiesta quella è la cena "dei grandi elettori".

Dopo l'arresto il sindaco Principi si dimette

Forte dei voti e dunque di un peso elettorale notevole, Principi diventa vice sindaco e acquisisce deleghe importanti: così ha la possibilità di aiutare dall'interno l'associazione "a raggiungere i suoi scopi illeciti nel settore degli appalti - scrive il gip - degli incarichi, delle autorizzazioni, dell'assunzione di personale". E' nell'ambito di questo quadro che Principi inizierebbe a concepire l'idea di un progetto politico più ampio, che avrebbe potuto condurlo, alle elezioni amministrative successive del 2023, a succedere a Terra, non più candidabile, alla carica di sindaco, utilizzando "la stessa base elettorale della cosca amica - scrive il giudice - come peraltro poi puntualmente avvenuto". In questo modo la necessità di assecondare le richieste provenienti dall'associazione, finalizzate a ottener cospicue risorse finanziarie. Nella sua attività amministrativa passata, Principi sembra infatti per il gip più mosso da interessi privati, suoi e dei suoi grandi elettori, che dall'interesse pubblico. "A me servono i soldi - dice ancora ad Antolini - per finanziare la campagna elettorale", riferendosi alla tornata del 2023.

Ecco dunque che l'allora vice sindaco si adopera, di volta in volta, per l'assunzione del figlio di uno degli indagati, per concedere l'autorizzazione a dei video-wall pubblicitari, per l'installazione di dispenser dell'acqua negli edifici pubblici, attraverso società riconducibili a personaggi del gruppo. E ancora: per la sanatoria della casa abusiva di Morra, un altro degli arrestati, per la destinazione dell'immobile "ex farmaceutica" di Campoverde ad altri attuali indagati, per l'affidamento dei lavori dei parcheggi di Aprilia a ditte riconducibili ad Antolini e Casentini. Per impedire la costituzione di parte civile del Comune nel processo a carico di Forniti e Gangemi.

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