Cronaca

La strage di Ardea: chi era Andrea Pignani, l’uomo che ha ucciso Daniel, David e Salvatore

Il 34enne, ingegnere informatico, dopo aver ferito a morte a colpi di pistola i due fratellini e l’anziano si era barricato in casa dove è stato trovato privo di vita

(fonte foto Ansa)

I colpi esplosi che hanno raggiunto i due fratellini David e Daniel Fusinato e il 74enne Salvatore Ranieri portando nel terrore un intero quartiere: è iniziata così la domenica di follia di Ardea piombata improvvidamente in un incubo che ha poi portato alla morte dei due bambini e a quella dell’anziano. Un escalation di paura durata diverse ore nel consorzio Colle Romito ancora sotto shock.

A premere il grilletto Andrea Pignani, un ingegnere informatico di 34 anni da qualche tempo disoccupato, che subito dopo si è barricato in casa dove si è tolto la vita usando la stessa pistola con cui ha causato la morte di David, Daniel e Salvatore. E proprio sull’arma, subito rinvenuta e sequestrata dai carabinieri che hanno effettuato il sopralluogo nella villetta dove l’uomo si era barricato, sono in corso accertamenti: la pistola infatti era del padre, una guardia giurata che deteneva legalmente l’arma, deceduto nel 2020; secondo quanto emerso in queste prime battute delle indagini nessuno dopo il decesso dell’uomo, però, l’avrebbe mai segnalata alle forze dell’ordine. Il padre di Andrea Pignani, secondo quanto riporta L’Adnkronos, aveva detenuto la pistola a Roma fino a novembre del 2019, successivamente l'aveva trasferita a Colle Romito con certificato medico presentato al commissariato Esposizione. Contestualmente aveva presentato la richiesta di trasferimento dell’arma per la quale aveva poi avuto il nulla osta. Resta dunque da capire, e questo è uno dei nodi da sciogliere, perché dunque Pignani, fosse ancora in possesso dell’arma.

Il 34enne, che era solo, secondo quanto confermato da chi vive nel quartiere, aveva raggiunto la madre da pochi mesi. A maggio del 2020 aveva minacciato la donna con un coltello; in quella circostanza, nell’abitazione dove vivevano i due erano intervenuti i carabinieri e l'uomo fu sottoposto a un Tso; a parte quell'episodio non risultano altre segnalazioni di patologie psichiatriche a suo carico e secondo quanto riferito dalla madre, il figlio sarebbe uscito dall’ospedale il giorno dopo.

Altro elemento su cui sono al lavoro i carabinieri erano poi i rapporti tra Andrea Pignani e le famiglie delle vittime: a differenza di quanto emerso in un primo momento, pare infatti che non ci fosse nessun legame tra di loro, né tantomeno un litigio con il padre dei due fartellini, Domenico Fusinato, di cui si era parlato subito dopo la tragedia. Dalle prime indagini condotte dai carabinieri, inoltre, non sarebbero emerse denunce o segnalazioni nei confronti del 34enne in relazione a minacce ai residenti o spari in aria o a salve.

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