Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Strage di Ardea, così sono stati uccisi Daniel, David e Salvatore

La ricostruzione dell'accaduto. La pistola dell'assassino apparteneva al padre ma non era stata segnalata

E' sotto shock la comunità di Ardea, stretta nel dolore per la tragedia che ha colpito due famiglie, quella di David e Daniel Fusinato, i due fratellini di 5 e 10 anni, e quella di Salvatore Ranieri, uccisi senza pietà da Andrea Pignani, un uomo di 34 anni del posto che, dopo essersi barricato in casa, si è ucciso sparandosi un colpo con la stessa pistola. Secondo quanto si apprende i due bimbi stavano andando in bicicletta in un parco pubblico, a pochi metri di distanza da casa loro. L'uomo, pistola in pugno, ha sparato prima a uno dei due bambini e subito dopo all'anziano che aveva tentato di intervenire. Poi ha rivolto l'arma verso l'altro bimbo e lo ha ucciso. I due fratellini sono stati colpiti uno al petto e una alla gola. 

Quando i Gis dei carabinieri sono intervenuti, l'assassino si era già tolto la vita. ll suo corpo è stato ritrovato in camera da letto. Una lunga giornata di sangue che ha sconvolto l'Italia intera e che presenta ancora molti punti da chiarire, a partire dai motivi che hanno spinto Andrea Pignani ad aprire il fuoco contro David e Daniel Fusinato, e Salvatore Ranieri. Saranno le indagini a chiarire quanto accaduto. 

La ricostruzione della tragica mattina

Secondo la ricostruzione di quello che è accaduto ieri mattina, 13 giugno, nel consorzio di Colle Romito, David e Daniel Fusinato, come facevano di consueto, giocavano al parco pubblico a 30 metri dallo loro casa. Intorno alle 11 Salvatore Ranieri sta passando in bicicletta. Di lì a poco Andrea Pignani arriva armato e improvvisamebte spara almeno tre i colpi di arma da fuoco esplosi, colpendo tutte e tre le vittime. Salvatore Ranieri è morto sul colpo. Inutili i soccorsi per i due fratellini, nonostante gli sforzi incessanti degli operatori del 118. David e Daniel Fusinato sono stati colpiti uno al petto e una alla gola.

L'assassino trovato morto in casa

I carabinieri della compagnia di Anzio e Pomezia arrivati sul posto danno la caccia all'aggressore. Ma Andrea Pignani era già nella villetta. Si apre la delicata fase per catturarlo. I carabinieri dei gruppi speciali, dopo tre ore di attesa, fanno irruzione nella casa e trovano l'uomo morto sul letto. Andrea Pignani, secondo quanto ricostruito ha utilizzato la pistola del padre che era una guardia giurata. L'arma, una Beretta 7,65, alla morte del vigilante non era stata segnalata ai carabinieri. Non solo. Secondo quanto emerso, l'uomo, lo scorso maggio, avrebbe minacciato la madre con un coltello ed era stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Il giorno dopo il ricovero coatto era stato dimesso.

La pistola usata da Andrea Pignani

L'arma usata nella tragedia era stata regolarmente denunciata dal padre di Andrea Pignani, ma nessuno della famiglia si era poi preoccupato di segnalarne la detenzione ai carabinieri dopo la morte dell'uomo. Il padre, una guardia giurata, aveva la pistola a Roma fino a novembre del 2019, successivamente era stata trasferita a Colle Romito con certificato medico presentato al commissariato Esposizione. Contestualmente aveva presentato la richiesta di trasferimento dell'arma per la quale aveva poi avuto il nulla osta. 

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