Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

Catturato a Roma il detenuto evaso dal carcere di Latina: era appena sceso dalla metro

Gli agenti lo hanno notato alla stazione Termini e pedinato senza dare nell'occhio fin dentro la metropolitana

Dahy Ehab Mahrous Abouelela, il detenuto 22enne di origine egiziana, evaso domenica dal carcere di via Aspromonte, a Latina, è stato catturato a Roma. La conferma arriva dalla questura e l'operazione è stata condotta dalla squadra di polizia giudiziaria del commissariato Viminale in collaborazione con il Nucleo investigativo di polizia penitenziaria. Il detenuto è stato bloccato alla fermata Colosseo della Metro B. 

Sono stati i poliziotti in servizio di pattugliamento Alto Impatto nella zona di Termini e dell'Esquilino a collaborare con gli investigatori della polizia penitenziaria. Nella tarda mattinata di oggi, 13 giugno, hanno infatti notato un giovane corrispondente alla descrizione del 22enne evaso da Latina, che si aggirava nella zona nella zona della stazione Termini. Gli agenti lo hanno quindi pedinato senza dare nell'occhio e senza mai perderlo di vista fino alla linea B della metropolitana. Qui il latitante è salito su un convoglio in direzione Laurentina.  Quando erano ormai certi della sua identità, sono entrati in azione e, una volta sceso alla stazione Colosseo, lo hanno bloccato.

"E' un'ottima notizia - commenta Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe - i nostri complimenti vanno al personale dell’articolazione laziale del Nucleo investigativo centrale del corpo di Polizia penitenziaria che, in collaborazione con le altre forze di Polizia, si era immediatamente posto sulle tracce del fuggiasco. .Ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria e dei Nuclei traduzioni e piantonamenti che svolgono quotidianamente il servizio con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”.

Una fuga, quelal dell'evaso, durata meno di 48 ore dall'allarme di domenica pomeriggio. “Il detenuto 22enne - spiega il coordinatore regionale della Fp Cgil polizia penitenziaria, Ciro Di Domenico - era riuscito a dileguarsi senza che nessuno se e accorgesse per un tempo che gli aveva consentito un discreto vantaggio sulle forze di polizia che si erano messe all’opera per riportarlo in carcere, stavolta con un’imputazione in più, quella di evasione”. "Va dato merito alle capacità investigative e operative delle forze di polizia e in particolare alla polizia penitenziaria che evidentemente aveva qualche informazione in più per mettersi subito sulle tracce dell’evaso - commenta anche il segretario nazionale Fp Cgil Miro Manna - Questo significa che ora vanno accertati con altrettanta rapidità, le modalità e le eventuali complicità per una fuga che non doveva e non poteva avvenire in quel modo. La facilità con cui un detenuto si è potuto allontanare indisturbato dal carcere, dovrebbe far riflettere il capo Dap Giovanni Russo e il ministro Carlo Nordio, che non è più il tempo delle parole e delle promesse, ma serve urgente un confronto con le prganizzazioni sindacali rappresentative del corpo di polizia penitenziaria”.  

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