Cronaca

Operazione dei carabinieri a Latina: preso il rapinatore seriale di Rolex

Cinque i colpi messi a segno nel capoluogo, un altro tentato. In manette un colombiano di 40 anni residente nel capoluogo

Individuava le sue vittime tra professionisti, avvocati e imprenditori, scegliendo chi fra loro indossava gli orologi più costosi. Il passo successivo era quello di pedinare il soggetto, studiarne le abitudine, seguirlo nei luoghi di lavoro e negli ambienti familiari. Poi cercava il momento giusto per entrare in azione e li rapinava dei Rolex. 

Le rapine nel capoluogo pontino

Sono cinque le rapine consumate e una tentata contestate a un colombiano di 40 anni, cittadino italiano da anni residente nel capoluogo, arrestato ora dai carabinieri della compagnia di Latina diretta dal maggiore Carlo Maria Segreto. Si tratta di Reina Gonzalez John Leiver. I colpi erano stati consumati negli ultimi mesi nel capoluogo, in particolare in via Cattaneo, via Castelfilardo, Corso Matteotti, Piazza Dante e via dei Lucani. Ma il rapinatore seriale avrebbe tenuto d'occhio numerosi altri professionisti del capoluogo.

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Le minacce alle vittime

La tecnica era sempre la stessa. Dopo aver scelto la vittima di turno e averne studiato nel dettaglio le abitudini la seguiva, di solito di sera, fino all'auto. Poi apriva lo sportello, si sedeva sul sedile del passeggero e, a volto coperto, le puntava contro una pistola minacciandola di consegnare il Rolex e altri preziosi indossati. Arraffato il bottino passava alla fase successiva: dissuadere il malcapitato dal presentare una denuncia. A questo scopo mostrava di conoscere nel dettaglio tutte le abitudini dei familiari della vittima, mostrava foto dei figli e quelle dell'abitazione, immortalate di volta in volta nel corso degli appostamenti che precedevano il colpo. 

Le indagini a partire da un'auto notata da una delle vittime

Le indagini sono partite dalla segnalazione di una delle vittime, che aveva raccontato ai militari di aver notato, nei giorni precedenti alla rapina, la presenza di un'auto che la seguiva. Si trattava di una Mercedes Classe A, con alcune parti mancanti della carrozzeria. Le ricerche degli investigatori si sono quindi concentrate sul veicolo, risultato intestato a una donna di Latina, la compagna del 40enne. Le indagini dei carabinieri che indagavano su alcuni dei colpi messi a segno si sono poi incrociate con le informazioni raccolte, in occasione di altri episodi, dalla squadra mobile. Il quadro indiziario ha portato quindi ad identificare il colombiano. L'analisi dei tabulati telefonici ha poi fatto il resto, confermando la presenza dell'uomo in prossimità degli studi professionali e delle abitazioni private delle persone rapinate nei giorni precedenti ai colpi.

In un caso uno dei malcapitati aveva reagito, avventandosi sul rapinatore e rompendo la pistola, risultata finta, riuscendo poi a metterlo in fuga.

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