Cesare Battisti arrestato, l'ex terrorista stava cercando di fuggire in Bolivia

L'ex membro dei Pac originario di Sermoneta, condannato all'ergastolo in contumacia in via definitiva per quattro omicidi commessi negli anni di piombo, è stato fermato nella città di Corumbà, alla frontiera tra Brasile e Bolivia

Cesare Battisti è stato arrestato ieri nella città di Corumbà, alla frontiera tra Brasile e Bolivia. 

Secondo la versione online del quotidiano O Globo le autorità brasiliane sarebbero convinte che l’ex terrorista originario di Sermoneta stesse cercando di fuggire in Bolivia; con sè, si legge sul quotidiano brasiliano, aveva un "importo significativo in valuta estera" Come riportano le agenzie, l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo (Pac) sarebbe stato fermato dalla polizia stradale federale durante un normale blitz. 

Il 25 settembre scorso l'Italia aveva chiesto al Brasile di rivedere la decisione con la quale l'allora presidente Luiz Inacio Lula da Silva, nel 2010 negò l'estradizione di Cesare Battisti, accordandogli lo status di rifugiato.

Non è la prima volta che Cesare Battisti viene fermato mentre tenta di scappare. Condannato all'ergastolo in contumacia in via definitiva per quattro omicidi, commessi negli anni di piombo era stato arrestato nel 1979, due anni più tardi riuscì ad evadere e a fuggire in Francia, dove trascorse la prima fase della sua latitanza. Nuovamente preso in Brasile nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell'estradizione in Italia. Della questione fu investita la Corte costituzionale brasiliana, che l'8 giugno 2011 negò l'estradizione. Nel periodo della latitanza parigina l'ex leader dei Pac, grazie alla "dottrina Mitterand", si era rifatto una vita: abbandonata la lotta armata, Battisti si era dato alla scrittura, diventando un giallista di fama e pubblicando opere in cui proponeva alcune analisi sull'esperienza dell'antagonismo radicale. Nel gennaio del 2009 Battisti ottenne lo status di prigioniero politico in Brasile, concessogli dall'allora ministro brasiliano della Giustizia Tarso Genro.

Chi è Cesare Battisti 

Il ministro Orlando: "Battisti sconti la pena in Italia"

L'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti, fermato in Brasile al confine con la Bolivia, "è possibile" e l'Italia è "fortemente determinata a far sì che sconti la sua pena nel nostro Paese": lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando intervenendo dopo l'arresto dell'ex terrorista. 
 

Matteo Renzi: “Ora il Brasile lo restituisca all’Italia”

Sull'arresto dell’ex terrorista è intervenuto anche il segretario del Pd, Matteo Renzi. "Battisti stava fuggendo in Bolivia. L'hanno preso. Adesso le autorità brasiliane lo restituiscano all'Italia, subito. Chiediamo giustizia" ha twittato. 

Ministro Alfano: "A lavoro per riportare Battisti in Italia" 

"Oggi con amb. Bernardini per riportare Battisti in Italia e assicurarlo alla giustizia. Continuiamo lavoro avviato con autorità brasiliane ": è quanto ha detto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in un tweet postato dalla Farnesina sul suo sito dopo l'arresto di ieri dell'ex terrorista. 

Di Maio: "Ora Battisti sconti pena in Italia"

"Sono anni che le famiglie delle vittime chiedono giustizia, così come a chiedere giustizia è l'Italia intera, profondamente ferita dagli anni dello stragismo", dichiara in una nota il vicepresidente della Camera e candidato premier del M5S, Luigi Di Maio. "Ora - conclude - non si perda altro tempo, il governo si adoperi con ogni mezzo affinché Battisti - tutt'ora latitante - sconti la sua pena nel nostro Paese".

    

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