Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Attentato in Congo, il carabiniere Iacovacci tentò di salvare l'ambasciatore dalla linea di fuoco

A rivelare ulteriori particolari delle indagini sono stati i testimoni ascoltati dai Ros su delega del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei due pm titolari delle indagini. Nuova ipotesi di reato di omicidio colposo per indagare sui protocolli di sicurezza Onu

L'ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci sono stati uccisi nel corso di un intenso conflitto a fuoco dal gruppo che voleva sequestrarli lo scorso 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo. Il carabiniere originario di Sonnino e l'ambasciatore sono morti lo scorso 22 febbraio in un attacco avvenuto contro un convoglio delle Nazioni Unite.

A rivelare ulteriori particolari dell'attentato consumato in Congo sono i testimoni ascoltati dai Ros su delega del procuratore di Roma Michele Prestipino e dei due pm titolari delle indagini, Sergio Colaiocco e Alberto Pioletti. Tra le persone ascoltate, durante la missione di 5 giorni dei carabinieri del Ros sul posto, anche Rocco Leone, vice direttore del Pam in Congo, sopravvissuto all'agguato. La sua testimonianza, nell'ambito della collaborazione con Pam e Onu, è stata raccolta nell'ambasciata di Kinshasa.

Le versioni dei testimoni, come rivela l'Adnkronos, avvalorano la ricostruzione secondo cui i due italiani sono morti non in un'esecuzione ma colpiti dagli assalitori mentre il carabiniere tentava di salvare l'ambasciatore portandolo fuori dalla linea di fuoco tra i sequestratori e i ranger, intervenuti immediatamente. Per quanto riguarda il gruppo di assalitori, gli inquirenti italiani vogliono fare luce sulla matrice dell'agguato e sul motivo del sequestro. S sta infatti valutando di inviare a Goma una terza missione dei Ros per acquisire elementi sulla dinamica dei fatti e compieere gli accertamenti balistici. I pm di Roma hanno inviato una rogatoria in Congo con cui si chiede di trasmettere gli atti delle indagini svolte finora dalle autorità congolesi.

La Procura di Roma indaga anche per omicidio colposo, oltre che per tentato sequestro con finalità di terrorismo. La nuova ipotesi di reato è legata alla necessità di condurre accertamenti che possano appurare eventuali negligenze sul rispetto dei protocolli di sicurezza Onu e Pam nell'organizzazione della missione dell'ambasciatore italiano nella zona del Parco di Virunga. Gli inquirenti vogliono verificare in particolare se ci siano state falle nella comunicazione tra le due strutture nell'ambito delle norme che regolano le attività delle security. Elementi utili potrebbero arrivare dalle analisi condotte sul tablet dell'ambasciatore trovato sul fuoristrada su cui si trovava Attanasio. Gli inquirenti giorni scorsi hanno anche sentito la moglie del diplomatico e il personale dell'ambasciata italiana.

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