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Cronaca Gaeta

"Mare sicuro", ricerche per un sub disperso: trovato e multato

Il bilancio dell'attività della Guardia Costiera di Gaeta nel primo week end di luglio

E’ partita l’operazione Mare Sicuro 2018 e ha già prodotto i primi risultati sul fronte della prevenzione e della corretta fruizione delle spiagge e del mare. Una serie di itnerventi sono stati portati a termine dalla Guardia Costiera di Gaeta nel corso del week end appena passato.

Sub disperso a Gaeta

In particolare, nel pomeriggio di domenica i militari sono stati impegnati nelle ricerche di un sub che era stato per disperso dai suoi compagni di immersione nei pressi del campo di mitilicoltura della rada di Gaeta. La segnalazione è arrivata intorno alle 15,30 e immediatamente sul posto sono state inviate le unità di soccorso e il battello per le operazioni di ricerca. I mezzi navali della Guardia Costiera sono riusciti poco dopo a rintracciare il sub e dopo essersi accertati del suo stato di salute lo hanno multato. L’uomo, 33 anni, residente a Napoli, era in realtà intento a fare pesca subacquea all’interno dell’impianto di miticoltura, un’attività vietata da un’ordinanza della Capitaneria di porto. A carico del sub è scattato quindi un verbale amministrativo di 2mila euro per pesca sportiva in una zona non consentita. Il prodotto pescato, circa 4 chili, e l’attrezzatura da pesca sono stati posti sotto sequestro.

Controlli fra gli stabilimenti balneari

I controlli hanno riguardato anche il litorale. I militari hanno sanzionato per mille euro il gestore di uno stabilimento balneare di Formia per mancanza dei previsti gavitelli bianchi da posizionare a 200 metri dalla battigia. La mancanza dei gavitelli impedisce infatti di distinguere la zona riservata alla balneazione da quella di mare aperta alla libera navigazione, mettendo dunque a rischio l’incolumità dei bagnanti.

Tutela ambientale

Nel corso del primo weekend di luglio, intensa è stata anche l’attività sul fronte ambientale che ha consentito alla Guardia Costiera di individuare nell’Area marina del Parco Regionale Riviera d’Ulisse di Monte Orlando, la presenza di oltre cento reti da pesca in violazione delle norme che tutelano quell’area di particolare pregio ambientale. L’attività di vigilanza ambientale si è conclusa con il sequestro da parte dei militari degli attrezzi di pesca, che costituivano vere trappole per le diverse specie ittiche, anche di pregio, che popolano l’ecosistema marino del Parco. Gli strumenti, posizionati abusivamente, erano infatti disposti lungo una linea di circa mezzo chilometro e collegati con una cima alle cui estremità si trovavano rudimentali galleggianti volti ad agevolarne il recupero e renderne difficile l’individuazione da parte degli organi di controllo. In alcune delle trappole è stato trovato del pescato ancora vivo che è stato liberato in mare.

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