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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

“Marcia su Roma” rinviata, Dignità Sociale e Cra incontrano il Prefetto

Allentato il presidio delle forze dell'ordine, faccia a faccia tra D'Acunto e gli agricoltori e gli autotrasportatori per concordare le modalità per la manifestazione nella capitale

Doveva essere la giornata che li avrebbe portati a “marciare su Roma” e invece quelle di oggi sono state ore decisive per spianare la strada alle prossime mobilitazioni e per ricucire i rapporti con le istituzioni.

Dopo il no delle Questure di Roma e di Latina e il blocco imposto alla circolazione dai prefetti delle due città, questa mattina gli agricoltori e gli autotrasportatori da giorni in presidio si erano risvegliati circondati dalle forze dell’ordine.

Un servizio di controllo straordinario era stato predisposto lungo le zone nevralgiche, le stesse in cui si sarebbe dovuta concretizzare quella “passeggiata ecologica” come l’avevano definita Cra e Movimento Dignità Sociale, che di fatto non c’è mai stata. E quello stato di allerta che era stato annunciato a gran voce alla vigilia di fatto non si è concretizzato; tir e trattori sono stati fermi rispettando i divieti che gli erano stati imposti.

E così, se nel pomeriggio le forze dell’ordine hanno allentato i presidi, anche i mezzi pesanti hanno sgomberato la rotonda di San Donato che occupavano da giorni accampandosi nello spiazzo di un ristorante posto a ridosso della Pontina.

Ma quello di oggi è stato un pomeriggio importante che ha visto i Cra e il Movimento Dignità Sociale incontrare il Prefetto Antonio D’Acunto per concordare le modalità per una manifestazione che si terrà nella capitale.

"Siamo usciti molto soddisfatti dall'incontro. Il prefetto ha uno spessore istituzionale eccezionale, ma non ne avevamo dubbi, visto che anche lo scorso anno ci incontrò e ci ascoltò in occasione delle nostre manifestazioni – ha dichiarato Danilo Calvani leader dei Cra al termine del faccia a faccia con D’Acunto -. Nei prossimi giorni sarà definito il quadro, ma stiamo per ottenere quello che volevamo: andremo a Roma autorizzati. Il nostro nemico non sono le istituzioni ma chi sta facendo morire il nostro popolo” ha concluso.

E a chi gli chiede del presidio di San Donato lui risponde: "Non ci muoveremo da lì". Per ora il primo, ma importante passo è stato compiuto; a giorni verranno forniti maggiori dettagli.
 

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