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Cronaca Itri

Incubo in casa: botte e insulti alla moglie, poi con violenze e minacce la costringe ad avere rapporti sessuali

Divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico per il giovane di 29 anni che vive a Itri. Le condotte violente anche davanti agli occhi dei figli; cosa è emerso dalle indagini della polizia

Un incubo quello vissuto in casa da una donna a causa dei comportamenti del marito, un giovane di 29 anni che vive a Itri e per il quale è scattata la misura cautelare personale del divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai luoghi da questi frequentati abitualmente e ai prossimi congiunti. A dare esecuzione al provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Cassino su richiesta della locale Procura, sono stati gli agenti del Commissariato di Fondi. 

Secondo quanto emerso dalle indagini il ragazzo di origini georgiane, come riferiscono dalla Questura, “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, costringeva la moglie convivente, con violenze e minacce, a subire atti sessuali completi, insultandola e denigrandola”. Inoltre, la donna era stata costretta a subire altre umiliazioni e maltrattamenti, soprattutto nei casi in cui il coniuge era in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol e stupefacenti; condotte che in più occasioni si manifestavano anche in presenza dei due piccoli figli, anche loro costretti ad assistere alla violenza del padre. 

Non mancavano poi le offese riguardo all’aspetto fisico della donna con l’uomo che sputava nel piatto che gli veniva preparato perché non apprezzava le sue doti culinarie, la pizzicava e la prendeva a calci sulle caviglie, minacciandola di portarle via i figli e di riparare all’estero. In un’occasione recente, dopo aver sputato nella tazza del caffè e sul viso della donna, l’aveva afferrata scaraventandola a terra e minacciandola di morte, sotto gli occhi atterriti dei figli che tentavano di frapporsi alla furia del genitore. 

Sulla base di quanto ricostruito nel corso delle indagini svolte dalla polizia, il giudice riteneva ricorrere i “presupposti di gravità ed urgenza che rendessero necessario il provvedimento, al fine di impedire la reiterazione delle condotte vessatorie del quale l’indagato si era reso responsabile”.

L’indagato, che dovrà affrontare il processo per i reati contestati, non potrà far rientro nell’abitazione coniugale e dovrà mantenersi ad una distanza di almeno 500 metri dalla vittima e dai congiunti, in particolare i propri figli, nonché dai luoghi da questi frequentati abitualmente. E’ stata inoltre disposta l’applicazione del braccialetto elettronico, che segnalerà tempestivamente alle forze dell’ordine eventuali trasgressioni alle prescrizioni imposte.

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