Botti di Capodanno, sindaco di Aprilia: “Inutile il divieto”. Appello ai cittadini

L’intervento del primo cittadino Terra: “Adottare un provvedimento come l’ordinanza, facilmente aggirabile, costituirebbe solo un atto simbolico. Rivolgo un appello al senso civico di tutti gli apriliani, affinché dimostrino maturità e consapevolezza”

Se a Sabaudia il sindaco Lucci ha firmato un’ordinanza che vieta l’accensione e lanci di fuochi d’artificio, petardi, lo scoppio di mortaretti, razzi e giochi pirici e materiale pirotecnico dal 30 dicembre al 7 gennaio, non è dello stesso avviso il primo cittadino di Aprilia Antonio Terra.

Il sindaco di Aprilia è intervenuto ieri, infatti, in merito alla tradizionale usanza di sparare fuochi d’artificio nei giorni di festa, in particolare pericolosa per minori ed animali.

“L’amministrazione comunale – ha detto il primo cittadino – ha valutato attentamente la possibilità di adottare un provvedimento di divieto assoluto dell’uso dei fuochi di artificio e, pur se una specifica ordinanza potrebbe costituire uno strumento percorribile, di fatto ci sarebbe l’impossibilità di far rispettare la stessa per diversi motivi, uno dei quali non poter garantire il presidio del territorio comunale con Agenti di Polizia Locale, specie nell’orario notturno.

Ritengo che adottare un tale provvedimento, facilmente aggirabile, costituirebbe solo un atto simbolico.

Su questo argomento - prosegue il sindaco di Aprilia - il Legislatore Nazionale dovrebbe fare chiarezza, tenuto conto che ciò che si vieterebbe con un’ordinanza sindacale è l’utilizzo di fuochi pirotecnici la cui vendita è autorizzata dalla legge, e fermo restando che quelli illegali restano illegali”.

Per questo arriva anche l’appello ai cittadini. “Per questi motivi, non ultimo quello di ritenere che scelte adottate sull’onda dell’emotività del momento solitamente non risultano le più adeguate a risolvere il problema, rivolgo un appello al senso civico di tutti gli apriliani, affinché dimostrino maturità e consapevolezza, che non si generano di certo con un’ordinanza coercitiva, difficile da far rispettare, ma probabilmente con spirito di coesione, collaborazione e rispetto, fondamentali per una civile convivenza”.

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