Cronaca

Bullismo, alla scuola di Sermoneta arriva la referente del Garante dei Diritti dell'Infanzia

L'incontro con gli studenti in occasione della Giornata internazionale dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

In occasione della Giornata internazionale dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, domani, 20 novembre, l'Istituto comprensivo Donna Lelia Caetani di Sermoneta ospiterà una referente del Garante Infanzia e Adolescenza della Regione Lazio e responsabile dello sportello d’ascolto istituzionale Minori e Famiglie della Provincia di Latina, Monica Sansoni.L'Istituto, che ha avviato già da diversi anni un rapporto di fiducia e collaborazione nella risoluzione e nella prevenzione di atti di bullismo, proporrà percorsi educativi in alcune classi della scuola secondaria di I grado. Scuola e Garante hanno ritenuto opportuno e necessario dare vita, nella massima sicurezza, a un percorso di riflessione con i ragazzi e le ragazze, affinché, oltre all’aspetto educativo, emerga chiaramente quello della presenza delle istituzioni nella vita degli adolescenti.

"Mai come in questo momento il nostro paese ha bisogno di punti fermi, fiducia nel domani e sicurezza – spiega la dirigente scolastica Giovanna Tufarelli –. Viviamo in un periodo storico che mette a dura prova lo stato d’animo dei singoli ma anche della collettività. La scuola è uno degli enti a cui spetta il compito di sostenere gli alunni e le alunne in questa situazione paradossalmente educativa, ma profondamente difficile da affrontare, sia nel lungo periodo che soprattutto giorno per giorno. La scuola ci sta provando. Ma nel dedicarsi anima e corpo alla questione dilagante e totalizzante del Covid-19, la scuola comunque non scorda le finalità educative di sempre: creare contesti d’apprendimento accessibili a tutti e capaci di accogliere ogni alunno e alunna nella sua unicità, costruire mondi immaginati e sognati in grado di guidare le utopie e i desideri, riflettere su quello che avviene dentro e fuori la scuola, nel tentativo di imparare a saper gestire situazioni difficili con consapevolezza, autonomia e responsabilità".

"Oggi si parla di educazione diffusa, quel particolare processo per cui i e le giovani si formano in una scuola che, oltre a fornire loro conoscenze e a lavorare per costruire competenze, abbatte barriere, decostruisce stereotipi e offre stimoli per risolvere situazioni in modo non violento – conclude la dirigente scolastica – Nel farlo ha bisogno del sostegno delle Istituzioni e degli enti del territorio: un altro piccolo passo per poter dare vita finalmente ad una comunità educante».

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