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Cronaca Sezze

Business sui profughi, tra i 5 arrestati il capogruppo Pdl di Sezze

Svolta in uno dei filoni d'inchiesta: custodia cautelare per l'amministratrice della coop Fantasie e per il direttore generale, il consigliere comunale del Pdl del centro lepino

Dopo sei mesi di indagini, tante polemiche e diversi avvisi di garanzia, arrivano i primi arresti. La vicenda della gestione dei rifugiati politici sui Lepini ha offerto all’alba di oggi un clamoroso sviluppo con l’esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura di Latina nei confronti degli amministratori della cooperativa sociale Fantasie.

In carcere sono finiti l’amministratrice unica della coop e il direttore generale e rappresentante legale della onlus, il consigliere comunale e caopgruppo del Pdl. Agli arresti domiciliari, invece, sono stati costretti altri tre soci della Fantasie, i quali avevano il compito di gestire l’allocazione dei profughi negli alloggi di Roccagorga, Sezze e Latina e di provvedere all’assistenza dei 75 nordafricani che la Protezione civile regionale aveva affidato alla cooperativa sociale a seguito dell’emergenza umanitaria della scorsa primavera.

Pesanti le accuse contenute nel procedimento valutato dal giudice per le indagini preliminari, Costantino De Robbio, che ha convalidato le richieste d’arresto avanzate dal sostituto procuratore Olimpia Monaco. I cinque arrestati dovranno rispondere in concorso di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità ideologica e materiale, sostituzione di persona (alcuni documenti e autorizzazioni sarebbero stati intestati a persone non più coinvolte nella Fantasie) e abbandono di incapace. Altre tre persone impegnate nell’attività della coop Fantasie, delle quali non sono state rese note le generalità, sono state denunciate a piede libero.

Le indagini presero il via nello scorso luglio, quando in un casolare di Roccagorga i carabinieri - insospettiti dal repentino aumento del numero di stranieri nordafricani che circolavano in paese - trovarono 46 persone alloggiate in 90 metri quadri. Secondo gli accertamenti dei militari della locale stazione, diretti dal maresciallo Isidoro Zimbardi, ai rifugiati politici venivano consegnati due magri pasti e veniva offerta scarsa assistenza sanitaria. Altre verifiche furono poi eseguite a Sezze e Latina, presso gli altri alloggi di proprietà della Fantasie.

Per la Procura i responsabili della Fantasie lucravano sulla gestione dei rifugiati politici, percependo dalla Protezione civile regionale un rimborso di 42,50 euro giornalieri per ogni persona affidata e non offrendo in cambio adeguata cura. L’attività d’assistenza, secondo l'accusa, si sarebbe quindi trasformata in un business da più di 400mila euro.

Per i vertici della Fantasie è dunque scattata la custodia cautelare: il consigliere comunale è stato associato al carcere di Latina, mentre l’amministratrice Franca Spirito è stata reclusa presso il penitenziario femminile di Rebibbia. Gli arrestati saranno ascoltati nei prossimi giorni per l’interrogatorio di garanzia.

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