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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Sabaudia

Cadavere nel Lago, caccia alla donna scomparsa. Si cerca l’arma

È stata vista l'ultima volta a Viterbo tra il settembre e l'ottobre 2011; poi più nulla. Continuano intanto anche le ricerche della pistola che ha ucciso l'uomo ritrovato il 12 marzo

Sembra essere scomparsa nel nulla la compagna di Valerio Q., l’uomo originario di Lugo di Ravenna ritrovato cadavere lo scorso 12 marzo nel lago di Paola a Sabaudia.

Mentre sembra quasi ormai confermata l’identità dell’uomo, anche se per la certezza assoluta bisogna attendere ancora gli esami del dna effettuato sui figli della vittima, il buio più totale è calato su di lei.

Milena G., la compagna dell’anziano signore ucciso con un colpo di pistola alla testa e poi gettato nelle acque del lago, sembra essere sparita, così come l’auto, la Fiat Panda bianca che i carabinieri cercano ormai da giorni, e la pistola regolarmente denunciata che la donna deteneva.

Si infittisce sempre di più allora l’alone di mistero che ruota intorno all’uomo che, secondo quanto ricostruito dai militari, si era trasferito da poco, forse da ottobre, a Sabaudia, dove aveva preso un appartamento in affitto proveniente da Viterbo.

E non risulta neanche ai carabinieri il particolare raccontato dal gestore della lavanderia secondo cui la vittima si sarebbe spostato nel comune pontino in seguito alla morte della moglie.

E così ora ruota tutto intorno alla donna, cercata in tutta Italia. La loro residenza risulta ancora a Viterbo, dove però non vivevano da tempo, e la loro abitazione è stata perquisita. Milena G. è stata vista nel capoluogo della Tuscia per l’ultima volta tra il settembre e l’ottobre del 2011.

Con lei hanno scambiato qualche parola i clochard che tutt’ora vivono nella casa cantoniera sulla Cassia Sud dalla quale invece la donna era stata sfrattata per morosità. "Era una specie di cartomante e astrologa - raccontano - ha lasciato una stanza piena di libri e alcuni documenti. Lui, invece, lo abbiamo intravisto solo una o due volte".

Tra i documenti lasciati nella casa cantoniera dalla donna, ex dipendente dell'Anas, ci sono anche la lettera con cui la Regione Lazio, nel marzo del 2004, le intimava di lasciare l'immobile, di cui era l'affittuaria, e la missiva con la quale il suo legale, l'avvocato Vincenzo Mutolo di Roma, si opponeva al provvedimento perché "non debitamente motivato". "Mi sono occupato solo sporadicamente del caso della signora nel 2004 - ricorda l'avvocato Mutolo - mi fu presentata da un mio collaboratore. Da allora non l'ho più vista né sentita".

Nel frattempo nel lago di Sabaudia continuano le ricerche; la speranza è quella di trovare l’arma che ha ucciso il 68enne.

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