Camorra, scacco ai Senese: l’operazione “Affari di famiglia” tocca la provincia di Latina

Squadra Mobile di Roma e Guardia di Finanza hanno arrestato 28 persone. Sequestrato un caseificio a Pontinia

Duro colpo alla famiglia Senese a Roma. Gli uomini della Squadra Mobile e i militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto di altre unità operative del Corpo e della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione oggi ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 28 persone. Eseguito anche un sequestro preventivo di beni per circa 15 milioni di euro. 

E l’operazione denominata “Affari di famiglia”, scattata questa mattina all’alba, ha toccato anche la provincia pontina. Le persone finite agli arresti sono considerate responsabili a vario titolo ed in concorso dei reati di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso “agevolando la galassia criminale della camorra campana che, dalla terra di origine, si è delocalizzata, a partire dagli anni ottanta, anche nel Lazio e in altre regioni italiane”. 

In particolare, è stata smantellata la famiglia “Senese”, più volte coinvolta in indagini di criminalità organizzata, facente capo al noto pluripregiudicato Michele Senese (detto “Michele o’ pazz”), attualmente detenuto presso la casa di reclusione di Catanzaro, dove sta scontando una condanna quale mandante dell’omicidio del “boss della Maranella” Giuseppe Carlino. Come scrive Lorenzo Nicolini su RomaToday, Michele Sense continuava a fare affari anche dietro le sbarre coordinando le attività illecite della famiglia, dando ordini su come gestire i soldi guadagnati da usura ed estorsioni, stabilendo la strategia criminale mediante i messaggi criptici, una sorta di 'pizzini', trasmessi ai familiari autorizzati a presenziare ai colloqui. 

Il “gruppo Senese”, di origini napoletane, storicamente collegato al clan “Moccia” di Afragola, si è insediato stabilmente nella città di Roma negli anni ’80, dove è riuscito ad affermarsi tra le più influenti realtà criminali capitoline, dedicandosi principalmente al traffico di stupefacenti, alla gestione delle piazze di spaccio e al riciclaggio di proventi illeciti, accrescendo il potere criminale ed economico e agevolando la persistenza e la pervasività dell’associazione mafiosa di riferimento.

Le indagini che hanno portato all’operazione di oggi sono state avviate nel marzo 2017 e si sono concentrate sia sulla ricostruzione minuziosa dei più recenti fatti delittuosi sia sui canali di investimento, individuati dalla famiglia Senese - soggetti del tutto incapienti e privi di reddito- e dai soggetti che gravitano intorno ad essa per “ripulire” e far “fruttare” le ingenti somme di denaro accumulate nel tempo e almeno in parte occultate, in maniera frazionata, in luoghi non convenzionali, spesso ricavati all’interno di diversi immobili nella disponibilità della famiglia.

Con l’operazione di oggi gli inquirenti hanno anche sequestrato 15 milioni di euro tra beni e società. Sotto chiave è finito anche un caseificio con stabilimento a Pontinia. Sequestrati anche un complesso aziendale di 10 società, tra cui 4 società attive nella ristorazione (tutte con sede a Roma), 5 nel commercio all’ingrosso e dettaglio di abbigliamento (ubicate a Frosinone Verona, Milano, Brescia e Bergamo), 5 unità immobiliari (quattro in provincia di Milano e una a Napoli ) e un’imbarcazione.

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