Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Sequestri per 20 milioni al commercialista del clan Mallardo: l’operazione arrriva anche a Latina

In azione all’alba i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli al termine delle indagini coordinate dalla Dda del capoluogo campano. Sotto sequestro beni anche nella provincia di Latina

Tocca anche il territorio pontino l’operazione del comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli che ha sequestrato beni per oltre 20 milioni di euro al commercialista del clan Mallardo.

L’attività delle fiamme gialle, che ha interessato le regioni della Campania del Lezio, è scattata questa mattina all’alba al termine delle indagini che sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria partenopeo hanno sottoposto a sequestro, tra le province di Napoli, Caserta, Frosinone e Latina, 89 fabbricati, 10 terreni, 8 quote societarie, 2 autovetture e numerosi rapporti finanziari riconducibili, come scrive NapoliToday, ad Alfredo Aprovitola, di 52 anni, e al suo nucleo familiare.

Le evidenze investigative emerse nel corso degli anni, avrebbero fornito elementi determinanti circa la partecipazione di Alfredo Aprovitola al sodalizio criminale egemone nella zona di Giugliano in Campania; a queste si sono aggiunte le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, con indicazioni chiare e circostanziate della possibile gestione da parte sua dei capitali illeciti del clan. L’Aprovitola avrebbe anche svolto un ruolo attivo nelle attività estorsive poste in essere da soggetti affiliati all’organizzazione criminale.

Arrestato dai finanzieri del Gico nel 2012 per estorsione aggravata dal metodo mafioso e nel 2013 per concorso esterno in associazione camorristica, Aprovitola, a conclusione delle numerose attività investigative eseguite nei confronti del clan Mallardo, è stato condannato a 7 anni di reclusione per estorsione dalla 4^ Sezione Penale del Tribunale di Napoli con sentenza emessa nel settembre 2020. Le ulteriori indagini di natura economico-patrimoniale hanno fatto emergere un’incapienza patrimoniale del nucleo familiare di Alfredo Aprovitola, risultato privo di fonti lecite di guadagno in grado di giustificare il valore economico del patrimonio accumulato nel tempo.

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