Cronaca

Camorra e traffico di auto nel sud pontino, arresti anche a Minturno

In manette Antonio Ianuario, 36 anni, titolare della concessionaria Autolandia: all'alba il blitz nella sua villa in perfetto stile casalese. Ordinanza anche per il fratello Salvatore

Il vicequestore Paolo Di Francia e il capo della Mobile Tommaso Niglio

Parte da Latina l’indagine che ha portato all’alba di questa mattina all’esecuzione di sette ordinanze di custodia cautelare per un vasto giro illecito di auto, con proventi destinati alle casse del clan camorristico dei Casalesi: il gruppo avrebbe esportato berline in Germania con documenti falsi per conto di alcuni esponenti dell'organizzazione casertana.

Era stato l’ex capo della squadra Mobile di Latina, Cristiano Tatarelli, a raccogliere due anni fa i primi elementi che avevano permesso l’avvio dell’inchiesta, coordinata dalla Dda di Napoli. A lavorare sul canale di riciclaggio di auto ed eseguire gli arresti il Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e la Squadra Mobile di Latina, diretta dal vicequestore Tommaso Niglio, affiancati dal Commissariato di Polizia di Formia, coordinato dal vicequestore Paolo Di Francia, dalla Squadra Mobile di Caserta e dal Gruppo della Guardia di Finanza di Formia.

Tatarelli, infatti, era stato il primo a lavorare sulle dichiarazione di alcuni collaboratori di giustizia, in merito ad attività di riciclaggio di personaggi vicini al clan di Casale.

A un milione e 400mila euro ammonta il valore dei beni sequestrati, tra società, auto e conti corrente.

All’alba di oggi la prima sezione della squadra mobile di Latina, quella che si occupa di criminalità organizzata, e gli uomini della Finanza, hanno fatto irruzione nella villa di Antonio Ianuario, classe ’78, di Minturno. Un’abitazione in classico stile casalese, con marmi dorici e arredamenti di lusso.

OPERAZIONE ANTICAMORRA NEL SUD PONTINO - IL VIDEO

Il 36enne è titolare di due concessionarie di auto, la Autolandia di Minturno e una seconda a Cancello Arnone, provincia di Caserta. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli arrestati si avvalevano di queste attività e di alcune autoscuole, per portare avanti il giro di auto. Rispondono, in concorso, dell’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa.

Una delle figure ritenute al vertice dagli inquirenti è quella del fratello di Antonio, Salvatore Ianuario, vicino a Nicola Schiavone, figlio del capo indiscusso di Casale, Francesco, detto Sandokan. Salvatore è considerato referente dell’associazione camorristica, dapprima per il gruppo Bidognetti e, successivamente, per le famiglie Zagaria-Schiavone.

Al gruppo viene contestata una serie di condotte di appropriazione indebita di auto di grossa cilindrata, esportate in Germania, dove venivano immatricolate dopo la falsificazione dei numeri identificativi e dei documenti di circolazione.

Gli altri arrestati risiedono tutti in provincia di Caserta: si tratta di Salvatore di Puorto, classe 73, Luca Cioffo, classe 76, Luigi Froncillo, classe 76 e il fratello Gennaro, 34 anni, Michele Lo Conto, del 68. 

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