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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Terracina

“Terracina area di relax per camorristi e mafiosi in trasferta”

Il presidente de "I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione", Antonio Turri, commenta l'arresto del camorrista in vacanza a Terracina catturato in spiaggia mentre prendeva il sole

È di ieri la notizia dell’arresto del camorrista campano Gaetano Tufo, catturato mentre prendeva il sole presso un lido del lungomare di Terracina.

Episodio che ha spinto il presidente de “I Cittadini Contro le Mafie e la Corruzione”, Antonio Turri, ad una più profonda riflessione. “Questa volta al camorrista-turista Gaetano Tufo è andata parzialmente bene: è stato solo arrestato dai carabinieri di Napoli. Non è stato assassinato da un commando mafioso, come avvenne il 23 agosto dello scorso anno per Gaetano Marino, il boss di Scampia trucidato sul lungomare di Terracina. Anche Marino, meglio conosciuto come “O' Moncherino”, trascorreva una lussuosa vacanza con famiglia e servitu’ al seguito” ha commentato Turri in una nota .

“Sono anni che camorristi e mafiosi di elevato spessore criminale scelgono l’area tra Terracina ed il Circeo per trascorrere latitanze e soggiorni estivi senza che vengano predisposti i necessari controlli e le necessarie strategie di prevenzione dalla contaminazione di un’area che - continua Turri - è considerata strategica dai boss ma non, a quanto sembra, dai vertici del Ministero dell’Interno”.

“Da mesi sosteniamo che i cittadini di Terracina e del Circeo convivono con ‘il camorrista e con il Killer della porta accanto’, che vedono i loro centri storici interessati da imponenti acquisti di immobili ed attività commerciali operati da questi signori. La cosa che più stupisce è che per prenderne ogni tanto qualcuno “vivo” bisogna aspettare i tutori dell’ordine in trasferta da altre regioni.  I Cittadini contro le mafie – rincara il presidente dell’associazione - segnalano da mesi come queste presenze criminali non passano inosservate e che non tutti questi personaggi vengono solo per svolgere riposanti attività turistiche. Molti dei camorristi catturati o uccisi sui lidi cari ad Ulisse hanno solide  basi di appoggio costituite da corregionali che da anni sono residenti ed investono in queste aree del Lazio. A tutto questo si contrappone  una politica, o una parte di essa, spesso impegnata a contrastare le mafie con vuote parole e slogan”.

“Siamo fiduciosi - conclude Turri - che le mafie di importazione e stanziali di questi territori non verranno più sottovalutate perché, come dimostrano i fatti, il passaggio dai soggiorni turistici alle sparatorie dei Killer di mafia nelle vie del centro delle città è cosa spesso probabile in particolare negli ultimi tempi a Terracina, Nettuno e resto del litorale laziale”.

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