Documentario sul campo profughi, nuove storie e testimoni. Avanti il crowdfunding

Ancora due giorni per sostenere il progetto su una pagina importante della nostra storia recente, come quella del campo profughi di Latina. La regista Emanuela Gasbarroni: "La ricchezza dei racconti di queste vite credo vada diffusa e condivisa"

Nuove storie, nuove testimonianze mentre prende sempre più corpo il documentario della giornalista pontina Emanuela Gasbarroni “Fuga per la libertà” sul campo profughi di Latina che ha ospitato dal 1957 (all'indomani dell'invasione dell'Ungheria) fino al 1989 (caduta del muro) circa 80.000 rifugiati che scappavano dai paesi dell'est europeo.

Ci sono ancora due giorni per sostenere il progetto su una pagina importante della nostra storia recente, quella del campo profughi di Latina” ricorda la regista.

“Pre-acquistando il documentario con i contenuti extra si sostiene il lavoro di cameraman, fonici, montatori e di tutta la produzione impegnata in un progetto, che prevede anche la realizzazione di un libro, di un sito web dove i rifugiati possano caricare i loro documenti e storie e ritrovarsi. E anche di una performance teatrale con readings di documenti e testimonianze, fotografie, video e musica”.

Dall'avvio della campagna di crowdfunding, in coincidenza con il commovente e partecipato evento alla facoltà di economia dello scorso 11 dicembre quando il documentario è stato presentato al pubblico, “tantissime sono le persone che mi hanno scritto da Latina e da tutto il mondo. I testimoni di Latina li ho invitati a parlare durante la serata, degli altri ho annotato ricordi, richieste e informazioni. Una esperienza umana ed emotiva struggente ed emozionante. Un ragazzo del Canada vi è nato nel 1985, tre ricercatrici mi hanno contattato per collaborazioni, una decina mi hanno scritto in inglese e italiano dal Texas dalla repubblica ceca, dal Canada dall’Australia.

La ricchezza dei racconti di queste vite credo vada diffusa e condivisa. La scorsa settimana sono stata a Trieste a presentare ai broadcast Internazionali dell'est europeo il progetto. Tantissima attenzione da parte delle televisioni, con cui sono stati avviati accordi”.

Siamo al 90% delle riprese poi si passerà al montaggio - prosegue la regista Emanuela Gasbarroni -. Finora le istituzioni non hanno fatto molto per sostenere questo progetto. L'investimento finora è stato enorme. La Fondazione Migrantes che fa un lavoro enorme sulle tematiche migratorie ci sta sostenendo per la realizzazione di un libro.

L'Archivio di Stato di Latina con la nuova direttrice Marilena Giovannelli sta seguendo con grande attenzione il progetto, la cui narrazione è possibile anche grazie all'imponente materiale fotografico e documentale dell'archivio. Le foto del mio promo sono dell'Archivio di Stato di Latina. Si spera anche negli sponsor privati, perchè bandi pubblici ed europei non bastano. Il ritorno in termini esistenziali, affettivi ed emozionali finora è stato gigantesco.Una vera ricchezza. Che spero arrivi con gli sguardi, le parole e le immagini” conclude.
 

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