Manifestazione dei lavoratori agricoli a Latina: in migliaia in piazza contro il caporalato

Presidio in piazza della Libertà insieme ai sindacati. Una delegazione ricevuta dal prefetto

Manifestazione contro il caporalato a Latina: lavoratori e sindacati sono scesi in piazza nel pomeriggio di oggi, lunedì 21 ottobre, davanti la Prefettura per far sentire forte il grido contro lo sfruttamento del lavoro nell’Agro Pontino. Una mobilitazione che arriva a tre anni dalla grande manifestazione del 2016 per contrastare con determinazione ogni forma di sfruttamento del lavoro; viene chiesto di applicare la legge 199 nella sua interezza, vengono chieste retribuzioni giuste. L’appello rivolto alle istituzioni è quello di essere ascoltati.

La manifestazione di oggi arriva dopo i fatti di Terracina, e l’arresto di un imprenditore agricolo di 35 anni: sono state le indagini del locale Commissariato di Polizia, dopo le segnalazioni di alcuni braccianti, a svelare le condizioni di lavoro degradanti a cui erano costretti alcuni dei braccianti da un datore di lavoro che non risparmiava di fare ricorso anche ad armi, esplodendo dei colpi al loro indirizzo. Quello di Terracina, hanno dichiarato alla vigilia della manifestazione i sindacati di categoria è un “episodio estremo, che colpisce in particolare la comunità indiana, ma che si inserisce in un clima di intimidazione che spesso i lavoratori agricoli tutti, italiani e stranieri, subiscono da parte di un sistema che coinvolge imprenditori compiacenti a caporali e ad organizzazioni di tipo malavitoso”.

Sono centinaia i braccianti che hanno affollato piazza della Libertà. Insieme a loro i sindacati che hanno organizzato l’iniziativa dal titolo “Io manifesto”, Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, con i loro rappresentanti nazionali, insieme a Cgil, Cisl e Uil. “E’ giunto il momento che certe situazioni non ci siano più. Non è possibile che ci sia ancora sfruttamento nelle campagna e che esistano ancora i caporali”: questa la voce unanime che si alza dalla piazza. 

Da quella manifestazione del 2016 qualche passo in avanti è stato fatto ma è ancora lungo il percorso che, dichiarano i sindacati, va fatto insieme. Qualcosa è cambiato anche nei lavoratori che chiedono ancora di non essere lasciati soli, chiedono di essere ascoltati, il rispetto di quei diritti che già gli sono riconosciuti per legge. E’ cambiata la loro consapevolezza; iniziano a denunciare, anche se in loro permane ancora la paura. 

Dopo gli interventi in piazza una delegazione è stata ricevuta dal prefetto di Latina Maria Rosa Trio. All’incontro ha preso parte anche Marco Omizzolo, sociologo di Sabaudia e ricercatore Eurispes, da molti anni in prima linea nella lotta al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura. "Basta al caporalato, allo sfruttamento, alla tratta e alle violenze- ha detto -. In questa provincia ancora troppi lavoratori e troppe lavoratrici in molte aziende di questa provicnia, e non solo, vivono condizioni di gravissimo sfruttamento lavorativo. Vogliamo i diritti previsti dal contfratto provinciale del lavoro, vogliamo essere ascoltati dalle istitutzioni". Durante l'incontro il prefetto di Latina, confermando il proprio pieno impegno nella lotta al caporalato, ha fatto sapere che prenderà parte alla riunione della rete territoriale del lavoro agricolo di qualità del 30 ottobre. 

Presente alla manifestazione anche il sindaco di Latina Damiano Coletta che ha sottolineato proprio l’importanza della presenza delle istituzioni al fianco di lavoratori e sindacati e di quei passi in avanti che sono stati fatti in questa lunga e difficile battaglia contro il caporalato, ricordando il protocollo con la Regione per il trasporto gratuito ai braccianti agricoli. 

Regione Lazio alla manifestazione

Anche la Regione Lazio, con l'assessore al Lavoro e nuovi diritti Claudio Di Berardino era presente oggi alla manifestazione. “Come Regione Lazio abbiamo partecipato alla manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil contro lo sfruttamento e il contrasto al caporalato in agricoltura che si è svolta a Latina nel pomeriggio. Tante le lavoratrici e i lavoratori presenti all'iniziativa, sostenuti dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni per ribadire con una sola voce 'stop al caporalato'. Una manifestazione che assume un significato ancora più forte, dopo gli ultimi fatti di cronaca che si sono verificati in provincia di Latina. Da parte nostra, come Regione continuiamo senza sosta il lavoro avviato con il protocollo sperimentale sul contrasto al caporalato firmato lo scorso gennaio presso la prefettura di Latina. Accanto alla sperimentazione – che ha visto l’attivazione di navette gratuite per i braccianti, sportelli dedicati nei centri per l’impiego e un incrocio trasparente della domanda e dell’offerta di lavoro anche tramite una App dedicata – il Lazio si è dotato, lo scorso agosto, di una legge per il contrasto allo sfruttamento in agricoltura. Crediamo si tratti di provvedimenti importanti che restituiscono dignità alle lavoratrici e ai lavoratori e tutelano le aziende sane che operano in questo importante settore”.

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