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(foto d'archivio)

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Caporalato, chiusa l’inchiesta su due aziende agricole. De Pasquale e la moglie tornano in libertà

La Procura ha concluso gli accertamenti relativa allo sfruttamento di decine di lavoratori

La Procura della Repubblica di Latina ha chiuso l’inchiesta che ha coinvolto due aziende agricole del capoluogo pontino e portato ad aprile scorso all’arresto dei proprietari, i coniugi Luciano De Pasquale e Roberta Albarello, di 50 e 49 anni, e altre tre persone della famiglia De Pasquale indagate e destinatarie della misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Latina.

L’indagine condotta dalla Squadra mobile e dal commissariato di Fondi ha portato anche al sequestro delle attività, una delle quali si trova a Borgo Faiti, successivamente affidate ad un curatore nominato dal Tribunale. Nei giorni scorsi De Pasquale e la Arbarello, assistiti dagli avvocati Nicola Ottaviani e Giuseppe Fevola, sono tornati in libertà con la revoca da parte dei giudice della misura degli arresti domiciliari.

Dall'indagine era emersa una situazione di sfruttamento dei braccianti, in gran parte indiani ma anche provenienti dall'Est Europa e italiani, obbligati a turni di lavoro anche di 10 ore e costretti a raggiungere i campi viaggiando ammassati a bordo di furgoni delle aziende. Ora gli indagati – accusati di caporalato e sfruttamento del lavoro – entro 20 giorni possono chiedere di essere ascoltati dal magistrato titolare dell’indagine, poi quest’ultimi invierà tutto al gip con l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

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