Carcere di Santo Stefano: appello per salvarlo. Nonostante i progetti la struttura è abbandonata

Nel 2016 l'ex premier Matteo Renzi insieme al ministro Franceschini lanciarono dall'isola il progetto di recupero della struttura. Sul caso interviene anche il garante dei detenuti del Lazio

Un luogo di inestimabile valore architettonico e culturale lasciato in stato di abbandono, nonostante i proclami e gli anni annunci degli anni passati per il suo recupero. Parliamo del carcere di Santo Stefano, riaperto alle visite dei turisti solo nei mesi scorsi dopo un lungo periodo di chiusura. Sul caso interviene ora anche il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasìa, riaccendendo i riflettori su questa struttura lasciata all'incuria nonostante i progetti di recupero lanciati dall'ex premier Matteo Renzi a gennaio del 2016. In quell'occasione tutto sembrava essere davvero realizzabile, ma nella realtà nulla si è mosso e la situazione, da allora, è solo peggiorata. 

"Come Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio - dichiara Anastaria - mi considero anche custode della memoria delle persone che sono state detenute nelle carceri della regione. Già avevo chiesto al capo di Gabinetto del presidente Zingaretti di fare tutto quanto nelle possibilità della Regione per il recupero di un luogo di inestimabile valore architettonico e culturale. Spero ora che, con il ritorno di Dario Franceschini al ministero dei Beni Culturali, possa finalmente diventare operativo il progetto di recupero del carcere di Santo Stefano, già finanziato dal Governo Renzi, augurandomi che ne possa essere valorizzata la funzione di memoria delle sofferenze umane che vi furono consumate".

Numerosi sono stati in questi mesi gli appelli provenienti dal sindaco di Ventotene, dalle associazioni e dalle istituzioni per salvare il carcere e utilizzare al più presto i fondi che erano già stati stanziati. 

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