Cronaca

Criticità e carenza d’organico, vigili del fuoco in stato di agitazione

La Cgil mette in luce le problematiche dei comandi provinciali che devono far pronte alla mancanza di uomini e mezzi. La mancanza di sicurezza e il rischio amianto le altre questioni

I vigili del fuoco di Latina, come anche quelli di Frosinone, sono sul piede di guerra. Le criticità che quotidianamente sono costretti ad affrontare, primo fra tutti la carenza di organico, di uomini e mezzi, sono state messe in luce durante una riunione avvenuta giovedì scorso tra le segreterie provinciali della Cgil Funzione Pubblica dei due capoluoghi e i Coordinatori dei rispettivi esecutivi dei comandi dei vigili del fuoco di Latina e Frosinone.

Durante l’incontro sono venute alla luce le principali problematiche che mettono a rischio le normali operazioni di soccorso e per decidere le iniziative da assumere relativamente alle problematiche.

La principale questione dibattuta è la “cronica e non più sostenibile situazione dei distaccamenti che non raggiungono il numero minimo del personale per poter operare, pertanto quotidianamente si mette a rischio il regolare funzionamento delle sedi di servizio e la copertura funzionale dei mezzi di soccorso – si legge in una nota della Fp Cgil”.

In secondo luogo, nelle due province appare, più che altrove, urgente e necessario “l’avvio di una seria riorganizzazione dei servizi di soccorso, anche e soprattutto alla luce delle novità prospettate dal “Progetto Soccorso Italia in 20 minuti” che, oltre a non aver previsto alcun tipo di coinvolgimento dei nostri territori, rischia di mettere a repentaglio l’incolumità dei futuri operatori del settore che si intenderà utilizzare, dell’utenza stessa e di fatto sminuisce il ruolo strategico e la professionalità dei VV.F. da noi auspicata attraverso le reiterate richieste di apertura permanente delle sedi di Arce e Castelforte”.

Altro problema grave messo in luce nella riunione di giovedì è lo “storico ed ingiustificato ritardo nell’applicazione degli istituti contrattuali per quanto previsto al personale per l’attività svolta al di fuori del normale orario di lavoro, a cui nei Comandi si ricorre in maniera crescente - denunciano i sindacati -, vista l’esiguità degli organici disponibili”.

E infine la Fp Cgil ha messo in luce anche un’altra grave mancanza, ed è “l’atteggiamento evasivo e dilatorio da parte delle amministrazioni interessate rispetto alla problematica urgente dell’esigenza di tutela dell’esposizione rischio amianto del personale dei vigili del fuoco nonostante quanto documentato dal terzo rapporto ReNaM. Il Registro Nazionale Mesoteliomi ha evidenziato ben 58 decessi di pompieri causati dalle inalazioni dell’amianto, nonostante la messa al bando di tale fibra sia avvenuta da anni, ormai”.

Questi quindi i motivi alla base della decisione delle Segreterie Provinciali di Frosinone e Latina della Fp Cgil di dichiarare l’immediato stato di agitazione del personale del 115 attivando le procedure previste dalla L. 146/90 e successive modifiche.

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