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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Caso Karibu, Soumahoro: “Sapevo solo degli stipendi non pagati. Dovevo fare meno viaggi e stare accanto ai lavoratori”

Le parole del deputato intervistato durante la trasmissione Piazza Pulita: “Ho commesso una leggerezza, dovevo fare più approfondimenti. Se avessi saputo delle indagini non mi sarei certo candidato”

“Sapevo solo degli stipendi non pagati. Ho commesso una leggerezza, dovevo fare più approfondimenti”: così Aboubakar Soumahoro intervistato da Corrado Formigli nella puntata andata in onda ieri sera di Piazza Pulita. Il deputato eletto alle scorse politiche del 25 settembre è intervenuto nella trasmissione televisiva di La7 poche ore dopo la decisione di autosospendersi dal gruppo parlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana dopo essere stato travolto dagli effetti dell’inchiesta sulla cooperativa Karibu e il Consorzio Aid gestiti dalla moglie Liliane Murakatete e dalla suocera Marie Therese Mukamitsindo - lui si ricorda non è indagato -. Uno tsunami politico dal quale Soumahoro ha provato a difendersi ieri intervistato da Formigli ammettendo le sue colpe e chiedendo anche scusa per il video diffuso domenica sui social. 

“La mia leggerezza non me la perdono” ha detto il deputato dopo aver visto un servizio in cui venivano raccolte le testimonianze anche di chi ha lavorato per la Karibu, di chi per mesi non ha ricevuto gli stupendi da parte della cooperativa e di chi ha raccontato di strutture fatiscenti, di centri di accoglienza senza acqua, luce e cibo e condizioni di vita precarie.

"Prima di conoscere la mia compagna ero in prima linea - ha detto Soumahoro -; quando l’ho conosciuta nel 2018 la cooperativa già esisteva perché opera nel territorio da 20 anni e mi risultava che fosse una realtà virtuosa. Poi sono venuto a sapere che c’erano degli stipendi non pagati; la mia compagna mi ha detto che erano dovuti ai ritardi della pubblica amministrazione. Per me era una risposta sufficiente. Ma ho commesso una leggerezza, dovevo fare meno viaggi e stare accanto a questi lavoratori. Chi ha sbagliato ne dovrà rispondere" ha poi sottolineato.

"Se ho chiesto conto a mia moglie? - ha detto ancora il deputato incalzato dalle domande di Formigli - Sì, ho chiesto il perché di questa situazione, perché le testimonianze che ho visto ora sono di più, rispetto agli stipendi non pagati" ha spiegato Soumahoro ricordando che la moglie però "non lavora più nella cooperativa” e sottolineando che i lavoratori hanno fatto bene a rivendicare i loro sacrosanti diritti a fronte dei torti subiti. Rispetto alla notizia di una sua visita in un centro di accoglienza di Latina ha aggiunto: “Avrei dovuto non solo improvvisare delle visite, ma andare a verificare in giro se quella che avevo visto era l’unica condizione. Chi ha sbagliato dovrà risponderne”, ha detto ancora Soumahoro che poi ha concluso: “Per come sono fatto, se avessi saputo delle indagini non mi sarei certo candidato".

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