Cronaca Borgo Montello

Cattivi odori alla discarica di Borgo Montello, controlli dell’Arpa

Il sopralluogo il 27 giugno al termine di 20 giorni di monitoraggio sul sito. Arpa: "Attenzione sempre più che adeguata alla rilevanza della discarica di Borgo Montello ed alle sue implicazioni ambientali"

Verifica della presenza di molestie olfattive potenzialmente riconducibili alla fase di conferimento dei rifiuti e ad emissioni di biogas presso la discarica di Borgo Montello.

La sezione provinciale di Latina dell’Arpa Lazio e la Provincia di Latina, infatti, hanno stabilito di effettuare un monitoraggio della durata di venti giorni sulla discarica; controlli che di fatto sono stati affidati alla polizia provinciale e che si sono conclusi il 27 giugno scorso, giorno in cui è stato effettuato il sopralluogo tecnico.

L' intervento, deciso anche a seguito di alcuni esposti relativi ai "cattivi odori" provenienti dalla discarica, ha confermato la sporadica presenza di odori molesti (due volte su quaranta controlli) ed ha permesso di verificare la correttezza delle modalità di conferimento dei rifiuti (ricopertura giornaliera del rifiuto conferito con strato di terreno).

Allo stesso tempo, presso i bacini S1, S2 e S3, gestiti dalla  Società Ecoambiente, sono stati rilevati alcuni problemi inerenti la gestione dei pozzi di captazione del percolato da cui si libererebbero esalazioni di biogas non intercettate: Ecoambiente è stata quindi diffidata al ripristino immediato della funzionalità dei pozzi di captazione ed è già in previsione un ulteriore sopralluogo per la verifica delle attività condotte ai fini della soluzione del problema.   

“Ribadiamo che la nostra attenzione è sempre più che adeguata alla rilevanza del sito di discarica di Borgo Montello ed alle sue implicazioni ambientali – sottolinea il commissario straordinario dell’ARPA, avvocato Corrado Carrubba –anche come possibile causa di molestia ai residenti. L’attuale fase tuttora caratterizzata da un semplice pretrattamento prima del conferimento in discarica richiede la massima attenzione e rigore da parte del gestore al fine di garantire comunque il massimo della tutela ambientale. Certamente questa soluzione, in cui il ciclo di trattamento non viene completato da una fase di trattamento ulteriore, va considerata – come ha chiarito lo stesso Ministero  dell’Ambiente – un’opzione transitoria, in attesa che il complesso degli interventi previsti dai Piani regionali sia pienamente attuato attraverso riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclaggio, trattamento biologico aerobico e/o anaerobico ed infine, in uno scenario programmatorio regionale e residuale, recupero di energia”.

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