Cronaca

Cemento selvaggio, Fiaip: “A Latina in dieci anni edificata un’altra città”

Approfittando del decreto "Salva suolo" del Governo, il presidente della federazione, Santino Nardi, analizza la situazione pontina: "Prima di tutto riqualificare l'esistente"

A Latina in dieci anni cementificata un’altra città”. Con queste parole il presidente provinciale della Fiaip - Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali -, Santino Nardi, analizza e commenta la situazione pontina in materia di cementificazione selvaggia.

Per questo motivo la stessa federazione ha accolto positivamente il decreto “Salva suolo” varato nel settembre scorso dal Consiglio dei Ministri al fine di limitare la cementificazione selvaggia delle aree extraurbane, per una corretta valorizzazione e tutela dello spazio agricolo nonché per perseguire uno sviluppo equilibrato e la salvaguardia sia delle aree urbane sia di quelle rurali.

“Il provvedimento – secondo la Fiaip – persegue l’obiettivo di garantire l'equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo così un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate, oltre a favorire incentivi al recupero del patrimonio edilizio rurale, favorendo ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti e imponendo nuove restrizioni all’edificabilità dei terreni rurali, e promuovendo il riutilizzo di zone già urbanizzate”.

Risultano, infatti preoccupanti i dati che ogni giorno vedono cementificare in Italia oltre cento ettari di superficie libera, e dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%.

E a Latina? Non va certo meglio, anzi. Nella provincia pontina la crescita dell'urbanizzazione dal 1999 al 2009 è stata pari a 2.018 ettari, pari a 0,8 volte le dimensioni della città di Latina. Ogni giorno si perdono circa 5.600 metri quadrati di suolo e, nel decennio, il suolo agricolo consumato è stato di 2.142 ettari, secondo i dati del Rapporto 2012 del Centro Ricerca Consumo di Suolo fondato da Legambiente e Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu)

“Questo disegno di legge rappresenta un vero e proprio stop alle cementificazioni selvagge – dichiara il presidente Nardi –, e contribuisce alla salvaguardia del territorio e delle aree agricole. In Italia ogni giorno spariscono centinaia di ettari di superficie libera e si deliberano piani di edilizia agevolata da parte delle amministrazioni locali, immettendo sul mercato nuove abitazioni, incuranti del fatto che le imprese edili del nostro Paese abbiano in “magazzino” un milione e duecentomila immobili invenduti di nuova costruzione”.

“A Latina si dovrebbe cominciare con una ricognizione immobiliare dell’esistente – insiste Nardi – e pianificare uno sviluppo sostenibile del territorio che non sia votato al consumo del suolo tramite concessioni indiscriminate di cubature e volumetrie, ma che miri in primo luogo al recupero dell’esistente soprattutto quando è degradato. Penso ad una politica urbanistica che incentivi il restauro e il recupero, con provvedimenti concreti di premialità in merito ai contributi di costruzione ed eventualmente sotto altri profili edilizi e urbanistici”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cemento selvaggio, Fiaip: “A Latina in dieci anni edificata un’altra città”

LatinaToday è in caricamento