Cronaca

“Centottanta giorni – Storie di soldati italiani in Afghanistan”, presentazione a Sabaudia

Il libro della giornalista Ebe Pierini, che attraverso trenta storie di soldati ripercorre la missione italiana in Afghanistan,presentato il 24 febbraio presso la sala conferenze di Mariremo a Sabaudia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Trenta storie di soldati attraverso le quali viene ripercorsa la missione italiana in Afghanistan.  Sarà presentato domani 24 febbraio, alle 17.00, presso la sala conferenze di Mariremo, in via Principe di Piemonte, a Sabaudia, il libro “Centottanta giorni – Storie di soldati italiani in Afghanistan” (Herald Editore) di Ebe Pierini. La giornalista sabaudiana è stata per 9 volte in Afghanistan assieme ai militari italiani e ha avuto modo di lavorare come embedded al loro fianco anche in Bosnia, Kosovo e Libano.

L’incontro si aprirà con i saluti del capitano di vascello Antonello Alias, comandante di Mariremo Sabaudia, il Centro Sportivo Remiero della Marina Militare che ospita l’evento. L’autrice sarà poi affiancata nella presentazione dal generale di brigata Carlo Zontilli, attuale comandante dell’Artiglieria Controaerei che è stato in Afghanistan dal settembre 2006 al gennaio 2007 svolgendo il ruolo di capo sezione pianificazione operativa e dal settembre 2013 al febbraio 2014 come sottocapo di Stato Maggiore per i supporti; dal colonnello Riccardo Cristoni, attuale capo ufficio Pubblica Informazione dello Stato Maggiore della Difesa che ha alle spalle due esperienze in Afghanistan, dall’agosto del 2005 al maggio del 2006 come capo ufficio stampa di ISAF e portavoce del comandante, a Kabul e dal settembre del 2012 al marzo del 2013 come comandante della Task Force South, a Farah; dal capitano di corvetta Francesco Porcu del Reparto Anfibio della Marina Militare che, dal settembre 2011 al marzo 2012, è stato comandante di compagnia del San Marco a Bakwa ed è stato impiegato anche presso la piccola base avanzata di Buji.

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“Centottanta giorni, sei mesi. È il tempo che ogni soldato che parte per una missione trascorrerà lontano da casa, dai suoi affetti, dal suo mondo – spiega l’autrice - Il conto alla rovescia, una volta messo piede in Afghanistan, comincia da lì, da quella cifra, da centottanta. È una tradizione, è la prassi. Centottanta giorni che possono apparire un’eternità se si vive in condizioni disagiate, in una situazione di rischio costante, lontani migliaia di chilometri dall’Italia. Centottanta giorni durante i quali si rafforzano i legami, si riscopre la profondità delle amicizie, quelle vere. Si divide tutto, dal cibo ai rischi. Ci si protegge a vicenda. I commilitoni diventano fratelli. Per centottanta giorni si smette di essere un plotone, una compagnia, un reggimento, una brigata e si diventa famiglia.  In trenta storie,  la vita, la morte, gli attentati, gli spari, i momenti di condivisione, le festività passate lontani da casa, le ritualità, le difficoltà logistiche, le paure, le amicizie – conclude -  Trenta storie che raccontano i centottanta giorni di alpini, paracadutisti, fanti, bersaglieri, genieri, cinofili, piloti, marinai, avieri, carabinieri del contingente italiano in Afghanistan. Attimi di vita e di missione che possono aiutare a meglio comprendere qual è stato, in tutti questi anni, l’impegno dei nostri soldati in quel Paese lontano”.

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