Tribunale Gaeta, Consormare del Golfo: “Solidarietà agli avvocati”

Il presidente Ferdinando D'Urgolo: "La chiusura del Tribunale di Gaeta arreca ulteriore grave danno all'economia del territorio"

Tribunale di Gaeta

Continua la lotta degli avvocati del sud pontino contro la chiusura del tribunale di Gaeta. Una battaglia che vede protagonisti non solo i legali, ma che nei giorni scorsi ha visto l’adesione massiccia alla protesta anche di singoli cittadini, dei commercianti e dei rappresentanti delle istituzioni – per lunedì è stato convocato un Consiglio congiunto dei Comuni del Golfo che si terrà proprio presso il palazzo di giustizia di Calegna -.

Oggi arriva, per gli avvocati in lotta, anche la solidarietà di “Consormare del Golfo”. “La chiusura del Tribunale di Gaeta – spiega il presidente Ferdinando D’Urgolo in una nota - rappresenta un altro duro colpo inferto alla già flebile economia del nostro territorio, un ulteriore gap per le nostre imprese ed un ulteriore impoverimento generale del tessuto economico, sociale ed infrastrutturale.

Intravedo una vaga analogia con il decreto, cosiddetto, “Salva Italia” che ha introdotto, tra l’altro, la tassa di possesso sulle imbarcazioni, varato dal governo tecnico per far cassa e con il quale, a fronte di oltre 200 milioni di euro previsti, ne sono stati incassati meno di 20 generando però danni incommensurabili a tutto il comparto nautico; oggi nel nome della spending review si continuano a perpetrare errori dei quali solo noi pagheremo le conseguenze, trovandosi le nostre imprese ad affrontare le dirette competitor con ulteriori handicap.

Per questo intervengo a difesa  e in sostegno della protesta degli Avvocati del sud Pontino contro la chiusura del Tribunale di Gaeta - prosegue la nota -. In particolare ritengo che la chiusura del presidio di legalità comporterà un’ulteriore allontanamento degli investimenti e dell’imprenditoria “sana” dal territorio, in quanto la presenza di un tribunale nel territorio rappresenta la garanzia di un corretto e legale sviluppo economico dello stesso. 

Il venir meno della sede giudiziaria di Gaeta rischia di far diventare il nostro territorio preda del malaffare e di imprese non propriamente “legali”, a causa dell’assenza di un chiaro e prossimo presidio di giustizia a tutela dell’impresa e dell’iniziativa privata.

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Per questo – conclude Ferdinando D’Urgolo - mi sono recato in tribunale per dare sostegno e solidarietà all’occupazione posta in essere dagli avvocati del sud Pontino, a nome di tutti i consorziati che mi pregio di rappresentare. Auspico un vero e concreto interessamento dell’intera classe politica e dell’intera collettività al fine di mantenere in attività il presidio di legalità sul nostro territorio”.

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