Chiusura della sede di Gaeta, Mitrano: “Occupiamo il tribunale”

Assemblea permanente degli avvocati questa mattina a Gaeta per contrastare la decisione del Governo di chiudere le sedi distaccate del tribunale di Latina. La proposta di Mitrano: "Disobbedienza civile"

Il sindaco di Gaeta, Cosmo Mitrano

Disobbedienza civile: occupazione del tribunale e serrata dei commercianti subito. Questa la proposta del sindaco di Gaeta, Cosmo Mitrano, come forma di protesta contro la decisione del Governo di chiudere la sede distaccata del tribunale di Gaeta.

"Una scelta  scellerata che mette in evidenza la mancata conoscenza del territorio da parte dei nostri governanti, ed il loro distacco dalle popolazioni. E poi ci si meraviglia dell'astensionismo dei cittadini alle votazioni: purtroppo è la logica conseguenza di un comportamento di scarsa attenzione alle realtà locali e alle problematiche quotidiane dei cittadini. Spending review non può significare tagli ai servizi essenziali in una nazione che si considera "civile". Dobbiamo dire basta a tutto ciò” ha spiegato Mitrano nel corso dell'assemblea di oggi all'interno del tribunale di Gaeta, organizzata dall'Associazione Avvocati Sud Pontino.

Una reazione forte, quindi, quella proposta dal sindaco Mitrano, con l'invito ad occupare permanentemente la sede distaccata del Tribunale di Gaeta; proposta positivamente accolta dall'Assemblea che si è subito attivata per organizzare l'occupazione a partire da venerdì prossimo.
"Sono convinto che ci siano ancora margini di azione” ha aggiunto il primo cittadino che poi ha lanciato un’iniziativa forte: “Sottoporrò ai Sindaci delle 9 cittadine del Golfo e agli Ordini Professionali del territorio, la proposta  di sobbarcarci le spese di manutenzione del Tribunale, come è già stato fatto per Giudici di Pace, e se otterrò l'adesione, avvierò l'iter presso il Governo".  

Dal presidente Confcommercio CAT Latina Salvatore Rino Cassano, invece è giunta un'altra importante iniziativa, avallata dal primo cittadino, da realizzare contemporaneamente all'avvio dell'occupazione, il 13 settembre prossimo: serrande abbassate per i negozi di Gaeta, e delle altre cittadine del Golfo che aderiranno all'iniziativa di protesta, dalle ore 10 alle ore 12.

"Vogliamo così esprimere - afferma Cassano - solidarietà all'Ordine degli Avvocati di Latina, all'Associazione Avvocati Sud Pontino, alla popolazione del Golfo e partecipare alla disobbedienza civile contro l'assurda decisione del Governo di sopprimere la sede del Tribunale di Gaeta e trasferirla a Cassino”.

CONSIGLIERE DEL PDL, GIUSEPPE SIMEONE – Anche il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, ha partecipato questa mattina alla manifestazione che si è svolta a Gaeta contro la chiusura del tribunale. “Siamo qui oggi – ha spiegato il consigliere Simeone – non per ragioni di campanilismo o per agevolare gli avvocati ma per spiegare ai cittadini le ragioni del nostro dissenso. In queste settimane ho fatto leva su tutti gli strumenti a disposizione per fare in modo che la Regione Lazio prendesse una posizione netta e di contrasto al provvedimento. Ieri ho inviato una lettera al ministro Cancellieri, che fa seguito alla mozione presentata in Consiglio regionale, nella quale oltre a ribadire la contrarietà alla soppressione di Gaeta e Terracina ho chiesto di rivedere quanto previsto dal D.lgs. 155/2012 mantenendo operative, anche provvisoriamente, le due sedi distaccate quali presidi di legalità e democrazia.

La soppressione delle sedi distaccate di Gaeta e Terracina comporta conseguenze negative in termini di controllo e contrasto alla criminalità per i territori dei comuni passati sotto la giurisdizione di Cassino. La dipendenza delle forze dell'ordine che operano sul territorio del sud pontino da un ufficio di Procura (Cassino) renderà inesistenti i coordinamenti con la magistratura inquirente, essendo difficile immaginare che si avranno fattivi e quotidiani collegamenti tra la Questura e i Comandi Provinciali (carabinieri e guardia di finanza) con la Procura di Cassino.

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Il provvedimento, inoltre, arreca disagi consistenti per i cittadini oltre che per la gestione della giustizia stessa. Basti pensare che i procedimenti ordinari civili e penali saranno trattati dal Tribunale di Cassino, i riesami reali dal Tribunale di Frosinone, le misure di prevenzione saranno competenza del tribunale di Latina e i riesami personali saranno trattati dal Tribunale di Roma. Una situazione paradossale che non intendiamo accettare passivamente. Andremo avanti mettendo in atto tutti i provvedimenti possibili e sostenendo la necessità di un referendum ma soprattutto cercando quella unità con le istituzioni, la politica, le parti sociali per fare in modo che questo provvedimento possa essere rivisto. Non stiamo parlando solo della soppressione delle sedi distaccate del tribunale di Latina ma di un vero e proprio smembramento della provincia di Latina e dello snaturamento della sua identità su cui non intendiamo arrenderci”.

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