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Bancarotte in serie, richiesta di rinvio a giudizio per Veneruso e altre 9 persone

L'imprenditore chiamato a rispondere delle operazioni compiute prima della dichiarazione di fallimento della Meccano

C’è un’altra richiesta di rinvio a giudizio per una serie di bancarotte a carico di Alberto Veneruso e di altre nove persone tra liquidatori, componenti del collegio sindacale e manager, richiesta che ora è all’esame del giudice per l’udienza preliminare Pierpaolo Bortone: la richiesta doveva essere esaminata questa mattina ma un impedimento ha fatto slittare tutto all’udienza del 15 gennaio prossimo.  

L’indagine, condotta dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro, coinvolge oltre all’imprenditore napoletano Giorgio Di Mare, Maurizio Genovese, Mario Schisa, Claudio Pepè Sciarria, Marco Cimino, Franco Bottoni, Giuseppe Egitto, Pietro Rizzo e Dario Dinacci chiamati a rispondere di alcune bancarotte compiute fino a ottobre 2012 quindi in un periodo antecedente la dichiarazione di fallimento della Meccano Aeronautica da parte del Tribunale di Latina.

L’inchiesta ha acceso i riflettori sulla cessione del sito ex Goodyear di Cisterna a Veneruso che avrebbe dovuto rilanciarlo facendo ripartire la produzione e riassorbendo gli operai della multinazionale della gomma, un’operazione nella quale sono stati investiti enormi finanziamenti pubblici ma che non è mai stata portata a compimento.  Nel 2007 l’immobile di Cisterna, del valore effettivo minimo di oltre 4 milioni di euro, era stato ceduto alla Alven Investimenti, sempre del gruppo Veneruso, per 42.500 euro, e la produzione alla M.A. Interiors per 56.800 euro, nonostante il patrimonio avesse un valore di quasi 874mila euro. Nel 2012 infine beni per oltre 790mila euro venivano ceduti alla Aviointeriors per poco più di 200mila euro. E per tali cessioni gli inquirenti non hanno neppure trovato tracce degli avvenuti pagamenti.

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