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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca Cisterna di Latina

"Era destinata a quella fine": Giampiero Mughini a processo per le frasi su Desirée Mariottini

Il giornalista denunciato dalla mamma, Barbara Mariottini, per le dichiarazioni fatte a 'Domenica in'. A marzo il processo per diffamazione

Il giornalista e opinionista Giampiero Mughini sarà processato per diffamazione nei confronti di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna morta a ottobre 2018 in un edificio di via dei Lucani a Roma, e della madre Barbara Mariottini. 

Nel processo la cui prima udienza è fissata per il 6 marzo prossimo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Roma, Mughini sarà chiamato a rispondere di alcune pesantissime dichiarazioni fatte nel corso della trasmissione ‘Domenica in’  del 28 ottobre 2018. Il giornalista era ospite del contenitore televisivo pomeridiano condotto da Mara Venier insieme a Francesco Facchinetti, Francesca Barra, il giornalista Massimo Lugli, il sacerdote Gaetano Saracino nel quale si parlava dell’omicidio della ragazza e intervenendo nel dibattito aveva dichiarato: “Era figlia di una famiglia straordinariamente debole, di uno che vendeva la droga e di una madre inesistente: era nata e cresciuta in un reame di droga, dove non puoi trovare carmelitani scalzi. Era predestinata perché con una vita così e una famiglia così difficilmente avrebbe potuto fare una fine diversa. Quindi non una principessa ma una predestinata al centro di un reame della droga che è un pezzo di questo paese”.

Frasi pesantissime pronunciate pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo di Desirèè che hanno indotto la mamma della 16enne Barbara Mariottini, con l’avvocato Maria Belli, a denunciare Mughini per il quale la Procura di Roma ha disposto la citazione diretta a giudizio “per avere offeso non soltanto la sua reputazione ma anche quella della figlia 16enne uccisa in circostanze a dir poco cruente. Il tutto “con l’aggravante – scrive il pubblico ministero– di avere commesso il fatto con un mezzo di enorme diffusione quale la televisione”. L’opinionista dovrà comparire quindi davanti al giudice il 6 marzo per la prima udienza del processo per diffamazione a suo carico.

Per la morte della ragazza sono stati condannati anche in appello all’ergastolo Mamadou Gara e Yousef Salia, a 27 anni di carcere Brian Minthe e a 24 anni e sei mesi Alinno Chima per omicidio, violenza sessuale e spaccio di sostanze stupefacenti, il tutto aggravato dalla minore età della vittima.

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