Morte di Desirée, la richiesta dell'accusa: "L'hanno uccisa loro, devono essere processati per omicidio"

Oggi nuova udienza preliminare per ascoltare l'ultimo testimone, poi l'intervento dell'accusa. Si torna in aula mercoledì

Rinvio a giudizio per tutti e quattro per omicidio, violenza sessuale e spaccio di stupefacenti. Questa la richiesta dei pubblici ministeri Maria Monteleone e Stefano Pizza nei confronti dei quattro stranieri accusati della morte di Desirée Mariottini avvenuta un anno fa all’interno di un edificio abbandonato nel quartiere San Lorenzo di Roma.

La richiesta dei rappresentanti dell’accusa al gup Clementina Forleo è arrivata nel pomeriggio di oggi al termina di un’altra udienza preliminare del procedimento a carico di Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, udienza durante la quale è stato concluso l’incidente probatorio con l’audizione di un ultimo testimone.

Il giudice ha infatti ascoltato una ragazza congolese che si trovava in quell’immobile nelle ore antecedenti e successive alla morte della 16enne di Cisterna. La teste ha raccontato di avere visto più volete Desirée in quei due giorni, di averla anche rivestita quando stava male ma era ancora viva e di essersi poi accorta che era morta all’1.130 della notte. Anche lei ha confermato come gli imputati avessero impedito di chiamare i soccorsi per non essere arrestati. Poi la parola è passata all’accusa che ha ricostruito le lunghe ore di agonia della ragazza ricordando i segni di costrizione dovuti alla violenza e le tracce di Dna degli imputati ritrovate sugli abiti e sotto le unghie della vittima. Le parti civili – l’avvocato Maria Belli per la madre e la sorella, l’avvocato Maria Teresa Ciotti per i nonni e l’avvocato Oreste Palmieri per il padre – si sono associati alla richiesta della Procura contestando anche la denuncia presentata da uno degli imputati contro i familiari della vittima per abbandono di minore e omessa vigilanza.

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Si torna in aula mercoledì 16 ottobre quando parleranno le difese e poi il 21 ottobre quando il gup entrerà in camera di consiglio per decidere sul rinvio a giudizio.  

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