Omicidio di Elisa Ciotti a Cisterna: arrestato il marito: "L'ho colpita con un martello"

Confessa Fabio Trabacchin. L'arma del delitto gettata in un sacchetto della spazzatura abbandonato nelle campagne

E' in stato di arresto Fabio Trabacchin, 36enne di Cisterna, autotrasportatore e incensurato, per l'omicidio della moglie Elisa Ciotti. L'ha uccisa all'alba di oggi, 10 giugno, colpendola alla testa con un martello. Un colpo solo alla base posteriore del cranio che ha provocato una ferita profonda e una morte istantanea. "Un omicidio - spiega il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri - maturato nel contesto di una separazione difficile".

L'allarme dato dalla figlia

Dopo lunghe ore di interrogatorio Trabacchin ha confessato il delitto, ricostruendo faticosamente quanto era accaduto nella villetta di via Palmarola in cui la coppia viveva con la figlia di 10 anni. E' stata proprio la bambina questa mattina, intorno alle 8,30, a scoprire il cadavere della madre riverso sul letto e sempre lei a chiedere aiuto a un parente, uno zio per parte di madre, chiamandolo al telefono. Il parente, che in quel momento non si trovava a Cisterna, ha immediatamente capito che la situazione era grave e ha allertato il 118. In casa erano rmaste solo la figlia e la madre senza vita. Alle 7 di questa mattina l'omicida è uscito come faceva sempre per recarsi al lavoro. Ha riposto il martello usato per colpire la moglie in un sacchetto della spazzatura e si è messo al volante della sua auto vagando nelle campagne di Cisterna in stato confusionale. Proprio durante il tragitto ha gettato tra i campi l'arma, che non è stata ancora rinvenuta. Alle 9.45, in un momento di lucidità, ha fatto i ritorno in via Palmarola, dove i carabinieri lo hanno prelevato e condotto in caserma come principale indiziato dell'omicidio della moglie. 

La prima ricostruzione del colonnello dei carabinieri - Il video

La confessione e l'arresto

Qui è iniziato il suo racconto, lento e difficile. "Quando lo abbiamo trovato era in forte stato di agitazione - spiega il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri - Aveva vuoti di memoria e non ricordava cosa fosse accaduto tra le 4, il momento in cui i vicini di casa confermano di aver sentito litigare la coppia, e le 7 di mattina, quando è uscito. Sarà l'autopsia a chiarire con precisione l'ora del delitto e la dinamica del colpo inferto alla donna con il martello". Ai carabinieri Fabio Trabacchin è apparso collaborativo ma la sua confessione è stata molto lenta proprio per via di un iniziale vuoto di memoria e del suo stato confusionale. L'uomo ha confermato che c'era stato un litigio con la moglie intorno alle 4, nel corso del quale si sono alzati i toni fino a quando il 36enne ha afferrato un martello e ha colpito a morte Elisa. Tre ore più tardi ha preso l'arma e l'ha gettata in un sacchetto nero della spazzatura che ha poi abbandonato nelle campagne vicine. Lui stesso non ha saputo dire se la figlia abbia o meno assistito alla scena. Dormiva nella sua stanza ed è possibile che abbia sentito solo le urla del litigio e che abbia poi scoperto il corpo della madre solo dopo le 8 di questa mattina. Dopo la confessione l'uomo è stato arrestato per omicidio e condotto in carcere a Latina.

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Una "separazione difficile"

Elisa Ciotti e Fabio Trabacchin, entrambi di Cisterna, erano sposati da molti anni e si stavano separando. "Un matrimonio degenerato con il tempo", hanno raccontato conoscenti e parenti. Eppure non c'erano mai state segnalazioni di violenza o denunce da parte della donna. La separazione però era piuttosto turbolenta. I due continuavano a vivere solo lo stesso tetto, dormendo in camere separate, in attesa di trovare un'altra sistemazione. Ma non c'era accordo sui temini e le condizioni della separazione, in particolare sull'aspetto più delicato legato all'affidamento della bambina.

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