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Uccisero un connazionale a calci e pugni, in aula la ricostruzione dei testimoni

In Corte di Assise il processo per l'omicidio di Constantin Badalau, avvenuto in un appartamento di Cisterna

Nuova udienza ieri mattina davanti alla Corte di Assise di Latina presieduta da Gian Luca Soana del processo per l’omicidio Constantin Badalau, il rumeno il cui corpo era stato ritrovato in un appartamento di via Moscarello a Cisterna il 4 marzo 2019. Sul banco degli imputati, accusati di omicidio, ci sono due suoi connazionali, Dan Puiu, 30 anni e Madalin Bogdan di 20.

Secondo l’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Giuseppe Miliano, i due avrebbero ucciso Badalau, che abitava con loro, colpendolo a calci e pugni fino a farlo morire per futili motivi: era troppo rumoroso e non li faceva dormire. Poi avrebbero pulito l’appartamento facendosi aiutare dalle due donne che vivevano con loro cancellando le tracce di quanto accaduto raccontando che Badalau era deceduto in seguito ad una caduta. Una tesi sostenuta in aula dai legali della difesa, gli avocati Cesare Gallinelli e Angelo Palmieri. Nell’udienza di ieri, seguita dai due imputati in videoconferenza dal carcere nel quale sono detenuti, sono stati ascoltati alcuni investigatori e il medico legale Tommaso Cipriani, incaricato di effettuare l’autopsia. Cipriani ha confermato che la vittima è morta a causa di un colpo da corpo contundente alla faccia.

La Corte ha inoltre ascoltato la compagna di Badalau e una delle donne che abitava nella casa poi ha rinviato l’udienza al 16 giugno per proseguire con gli altri testi e iniziare eventualmente la discussione.

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