Cronaca Cisterna di Latina

Omicidio di Desirée Mariottini, l'accusa: "Condannateli tutti all'ergastolo"

La requisitoria dei pm nel processo davanti alla Corte di Assise di Roma: chiesto il carcere a vita per i quattro imputati nordafricani

E' stata la giornata dell'accusa quella di oggi nel processo per la morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna decedutta il 18 ottobre 2018 in uno stabile abbandonato nel quartiere San Lorenzo a Roma.

I pm Maria Monteleone e Stefano Pizza al termine di una requisitoria durata fino al tardo pomeriggio, dopo avere ricostruito le modalità attraverso le quali la ragazzina è morta hanno chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per un anno, interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale per i quattro nordafricani che si trovano sul banco degli imputati davanti alla Corte di Assise di Roma.

Youssef  Salia, Alinno Chima, Mamadou Gara e Brian Minteh sono accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti ad una minorenne, reati per i quali l'accusa ha sollecitato la pena più pesante, quella del carcere a vita.

Domani mattina si torna in aula e la parola passa ai legali delle parti civili costituite: Maria Belli per la mamma di Desirée, Barbara Mariottini e la sorella minorenne; Maria Teresa Ciotti per i nonni materni della ragazza, Oreste Palmieri per il padre Gianluca Zuncheddu e Claudia Sorrenti per la zia della vittima.

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