Class action e partite pregresse, lettera aperta di Acqualatina agli utenti

L’intervento in 4 punti del presidente Lauriola a nome di tutto il Cda per “fare chiarezza in merito alla Class Action” e in particolare sul delicato tema delle partite pregresse

Quattro punti per cercare di “fare chiarezza in merito alla Class Action promossa nei mesi scorsi da un pool di avvocati del basso Lazio” ed in particolare per affrontare il delicato tema delle partite pregresse: questo l’obiettivo della lettera aperta che Acqualatina ha voluto scrivere agli utenti e ai sindaci dell’Ato4.

“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione di Acqualatina - scrive il presidente Michele Lauriola nella lettera che pubblichiamo interamente - sento il dovere di fare chiarezza in merito alla Class Action promossa nei mesi scorsi da un pool di avvocati del basso Lazio.

Per tale Class Action, rigettata per 5 punti su 6 dal Tribunale di Roma, deve ancora essere esaminato, dal Tribunale stesso, l’unico punto preso in esame: quello sulle cosiddette partite pregresse.

Alla luce delle informazioni false e distorte che stanno circolando sui media e sui social, pertanto, riteniamo nostro dovere informare con correttezza tutti gli Utenti di questo territorio sulla questione, in modo che qualsiasi, comunque legittima, decisione, sia presa in piena consapevolezza e libertà:

1. Per evitare ogni fraintendimento, si ricorda da subito che, a oggi, non è in atto alcun rimborso, né esistono rimborsi ottenibili o richiedibili. Il Tribunale di Roma, infatti, come già detto, ha solo dichiarato ammissibile il punto relativo a tale voce di bolletta, per la class action, scartando gli altri 5 punti che erano stati proposti. Nulla di più.

2. In ogni caso, quando parliamo di partite pregresse, parliamo di poste tariffarie approvate dall’EGATO (quindi dai Sindaci), che il gestore ha il diritto di riscuotere in base a una normativa nazionale. Si tratta, quindi, di un importo che molti gestori italiani si trovano a dover richiedere ai propri Utenti, in quanto si sta parlando di somme che vanno a coprire spese già sostenute dal gestore.

3. Qualora il tribunale decidesse per una restituzione delle somme relative alle partite pregresse, il gestore procederebbe alla restituzione delle stesse verso chiunque ne facesse richiesta. È chiaro, dunque, che non sussiste alcun obbligo di aderire alla Class Action, per veder tutelati i propri diritti dinanzi alla Legge, né di corrispondere i 15 euro attualmente richiesti agli aderenti alla class action, che genererebbero un importo totale di circa 4 milioni di euro a favore del pool degli avvocati promotori.

4. Per quanto riguarda l’esito della class action in sé, poi, la conseguenza della restituzione di queste somme, in relazione a un eventuale esito positivo dell’azione di classe, comporterebbe, di fatto, un aumento tariffario e un blocco immediato degli Investimenti . Gli utenti stessi, dunque, potrebbero trovarsi a ricevere un aumento tariffario.

Peraltro - conclude Lauriola - , va detto che Acqualatina ha proposto reclamo alla Corte d’Appello, per l’ammissione stessa della class action. Pertanto, finché la Corte non si pronuncerà sul reclamo, l’ordinanza del Tribunale di Roma non può ritenersi in alcun modo definitiva e potrebbe essere annullata, o riformata. In chiusura, confermo la piena disponibilità dei nostri uffici per qualsiasi necessità di approfondimento e auspico che venga fatta chiarezza in merito ad una questione tanto articolata, resa ancor più di difficile comprensione dalla continua disinformazione diffusa in questi mesi”. 

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