Cronaca

Rosy Bindi: "La mafia arriva dove la politica è debole. Combattiamo questa battaglia insieme"

La Commissione Antimafia arriva a Latina; dopo l'incontro con gli studenti promosso dall'Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione e Libera, le audizioni con i rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni

Ancora una volta è grande ed importante la risposta degli studenti che questa mattina hanno partecipato in tantissimi all’incontro organizzato dall’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, in collaborazione con Libera, nell’ambito dell missione della Commissione Parlamentare Antimafia a Latina.

Una risposta forte che testimonia l’impegno dei ragazzi contro la mafia, come già lo era stata la grande mobilitazione del 28 novembre scorso in solidarietà al giudice Luicia Aielli vittima di un ignobile atto intimidatorio.

E questa mattina davanti ai ragazzi delle scuole c’era Rosy Bindi, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia pronta a rispondere alle loro domande. "La mafia arriva dove la politica è debole, non ci dividiamo nella lotta alla mafia ma questa battaglia combattiamola tutti insieme” ha dichiarato durante il suo intervento. "Noi siamo il Paese delle mafie ma anche quello dell'antimafia, non usiamo l'antimafia come strumento politico, dovete voler bene alla politica e riappropriarvi di questa funzione fondamentale senza la quale una comunità non sta insieme - ha detto poi rivolgendosi ai ragazzi -. Ricordatevi che il politico non si valuta sulla base dei favori.

Inevitabili i riferimenti a quanto sta accadendo in questi giorni e ai risvolti dell’inchiesta Mafia Capitale. “Come nel caso di Mafia Capitale, nessuno ha il marchio della legalità stampato, neanche le cooperative. Occorre far sì che il falso in bilancio torni ad essere un reato, cambiare le legge sugli appalti e rafforzare quelle sulla corruzione, perchè la mafia ha cambiato pelle. Un sistema può essere mafioso anche in assenza di delitti - ha dichiarato il presidente Rosy Bindi -, perchè la mafia ammazza di meno quando non le si da fastidio”.

Alla domanda degli studenti sulla preoccupazione per il futuro: "La nostra prima preoccupazione è potervi dire che stiamo creando le condizioni per darvi delle prospettive migliori”.

All’incontro hanno partecipato anche Presidente Commissione Parlamentare Antimafia, Catello Pandolfi, Presidente del Tribunale di Latina, Antonio D’Acunto, Prefetto di Latina, Gianpiero Cioffredi, Presidente Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, Fabrizio Marras, responsabile provinciale di Latina, Alessandro Aielli, avvocato e i rappresentanti degli studenti.

LE AUDIZIONI - Un excursus delle vicende giudiziarie della provincia pontina, per passare poi ai risvolti delle attuali indagini, “che promettono sviluppi nei prossimi mesi”: giunti a Latina i rappresentati della Commissione Antimafia hanno approfondito la situazione dell’intera provincia, attraverso l’audizione, in mattinata, di tutti i vertici istituzionali, del prefetto, del questore, dei comandanti provinciale dei carabinieri, della Guardia di Finanza, Corpo Forestale. Nel primo pomeriggio fino alle diciassette è stata volta del Procuratore Andrea De Gasperis, del presidente del tribunale Catello Pandolfi e del giudice Lucia Aielli, recentemente minacciata, che, oltre a ripercorrere le recenti vicende intimidatorie che l’hanno vista coinvolta attraverso l’affissione di manifesti che ne annunciavano l’improvviso decesso, hanno focalizzato l’attenzione sulle gravi problematiche dell’apparato giudiziario, un sistema in profonda sofferenza sia da un punto di vista strutturale, che rispetto all’organico.

Ad essere sottolineata è stata l’urgente necessità di potenziare il personale, senza il quale si rischia di vanificare tutti gli sforzi di sistemi inquirenti e giudicanti. Si è poi discusso dell’applicabilità del 416 bis e delle diverse caratteristiche che oggi assumono le contestazioni rispetto alla classica fattispecie di reato, una mafia che non porta più la coppola ma è fatta sempre di più di colletti bianchi. A spiegare quanto fatto nel corso delle audizioni, il vicepresidente della Commissione Antimafia Luigi Gaetti.

Alla riunione ha preso parte anche il senatore Claudio Fazzone, membro della Commissione Antimafia che, in riferimento alla realtà provinciale, ha parlato di un sistema di mafia presente sul territorio non come elemento strutturato ma come localizzazione o per affari e investimenti di denaro o per interessi personali: "non bisogna fare l'errore di indentificare un sistema mafioso con un intero territorio" ha dichiarato. Interrogato sul caso Roma Capitale ha detto: “credo che il Comune di Roma vada sciolto ma non trovo giusto che Marino debba passare come sindaco di una maggioranza da sciogliere". Sulla differenza con il “caso Fondi” ha sottolineato come "in quel caso non vi era nessun amministratore coinvolto, tranne uno che agiva per interessi personali".

Presente alla riunione anche il senatore Claudio Moscardelli che ha sottolineato come, “senza voler far allarmismo, quella pontina, in particolare Latina e Aprilia, è una realtà pesante, a caratteri importanti, e di sicuro non può essere sottovalutata come in passato”. L’esponente del Pd ha poi parlato della necessità di maggiore controllo istituzionale attraverso, per esempio, una sezione della Dia e un commissariato nella zona di Aprilia. Maggiori approfondimenti, inoltre, a livello di sforzi investigativi, dovrebbero essere rivolti a settori quali urbanistica ed edilizia, in particolare al rapporto tra politica e criminalità.

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