Rifugiati, il Comune chiarisce: "La situazione è gestibile, non siamo in emergenza"

Dopo le ultime polemiche scaturite dall'ipotetica apertura di un nuovo centro di accoglienza, l'amministrazione spiega che la notizia è infondata. A Latina Scalo dovrebbe invece essere realizzato un centro per minori

Sono circa 600 i rifugiati presenti sul territorio del comune di Latina, su un totale di 126mila abitanti. Un numero a cui si aggiungono gli 81 stranieri inseriti nel progetto Sprar, il sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo. E’ il Comune a fare il punto della situazione dopo le polemiche divampate negli ultimi giorni relative all’ipotesi di un’apertura di una nuova struttura deputata ad ospitare rifugiati, da realizzare in via della Gardenia, a Latina Scalo. Ma in merito a questo nuovo centro di accoglienza, destinato, secondo quanto si dice, ad ospitare minori stranieri, l’amministrazione chiarisce che si tratta di una “notizia infondata”. “Alla data di non è pervenuta presso il Comune alcuna richiesta di autorizzazione per l’apertura del nuovo centro. E’ invece giunta notizia, in maniera ancora informale, dell’intenzione della società affittuaria dei locali di Latina Scalo di destinare tali spazi all’accoglienza di una decina di minori, sia italiani che stranieri. Questa società potrà comunque aprire il nuovo centro solo dopo aver ottenuto dal Comune l’approvazione del progetto educativo e della documentazione necessaria alla verifica dei parametri previsti dalla normativa vigente”.

L’amministrazione ribadisce dunque che esistono due livelli: una prima accoglienza gestita dal ministero dell’Interno attraverso le Prefetture e una seconda fase che vede i Comuni impegnati in progetti di inclusione nell’ambito di un sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati, quale appunto il progetto Sprar.

“Latina è tra i Comuni, ancora troppo pochi, che appartengono a questa rete - afferma l’assessora ai Servizi Sociali Patrizia Ciccarelli - Ad agosto il Ministero dell’Interno è intervenuto per semplificare le procedure di adesione alla rete e ad ottobre ha emanato una direttiva che regola l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e dei rifugiati sul territorio nazionale attraverso lo Sprar. Con la direttiva il Ministero ha invitato le Prefetture a realizzare una graduale riduzione dei centri di accoglienza presenti nei comuni aderenti alla rete Sprar fino al raggiungimento di un numero che non superi il tetto massimo dello 0,25% fissato nella Conferenza unificata del 10 luglio 2014”.

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“Nonostante si arrivi a una percentuale che di fatto raddoppia il tetto raccomandato dal Ministero – sottolinea ancora la Ciccarelli - si tratta di numeri comunque gestibili, lontani dal rappresentare un’emergenza sociale. Resta però inteso che, come già auspicato anche in Consiglio Comunale in occasione dell’approvazione delle variazioni di bilancio relative allo Sprar – aggiunge l’assessora -  il Comune di Latina è impegnato a collaborare con la Prefettura perché si apra un confronto con i Comuni della provincia finalizzato ad incrementare la loro presenza nella rete Sprar e a rendere realisticamente possibile, attraverso la loro collaborazione, il rispetto delle quote di ripartizione previste nella direttiva”.

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