Contrabbando di sigarette: condannati i tre fratelli a capo della banda

Quattro anni, tra gli altri, per Nicola Di Rosa, 31 enne originario di Formia che si era trasferito a Mondragone, e per i suoi due fratelli, processati con il rito abbreviato

Sono stati condannati a quattro anni i fratelli De Rosa finiti agli arresti nell’ambito di una vasta operazione della Guardia di Finanza a Caserta contro il contrabbando di tabacchiQuesta la decisione, come riporta l’AdnKronos, del giudice delle udienze preliminari del tribunale di Napoli nel corso del processo con il rito abbreviato. 

L’operazione era scattata il 16 ottobre del 2018 disarticolando la banda che si occupava del contrabbando di sigarette sulla tratta Formia-Mondragone. Dieci le persone che furono arrestate. 

Tra i condannati i tre fratelli Nicola Di Rosa 31 anni, Sebastiano Di Rosa e Antonio Di Rosa, di 26 e 29 anni, insieme a Faical Ghaca, 30 anni, al 36enne di Arzano Nicola De Rosa e il 43enne di Casandrino Angelo Belardo. Il pm aveva chiesto 10 anni di carcere per gli imputati che si trovano agli arresti domiciliari. 

Secondo l'ipotesi della Procura a capo del gruppo c'era Nicola Di Rosa, originario di Formia ma residente nel comune di Mondragone, aiutato dai fratelli Sebastiano e Antonio, e dal padre Corrado recentemente scomparso. Dal basso Lazio i fratelli si erano trasferiti sul litorale casertano dove avevano allestito la loro principale base operativa per la vendite delle sigarette illegali. Al loro servizio, nella gestione dei rifornimenti e dell'organizzazione dei “punti vendita”, c'era una rete di venditori che assicuravano la vendita nelle varie piazze sul litorale casertano.

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L’indagine dell’ottobre scorso, denominata “Smoke Palace II”, è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone. Il gruppo scoperto dai finanzieri, secondo quanto emerso dalle indagini, aveva gestito, dal 2015 e in una situazione di sostanziale monopolio, la piazza di vendita delle sigarette di contrabbando a Mondragone, in particolare nella zona dei cosiddetti “Palazzi Cirio”, quartiere degradato e caratterizzato dalla forte concentrazione di stranieri irregolari.

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