Blitz della Finanza contro il contrabbando, banda sgominata: al vertice tre fratelli di Formia

In manette il capo Nicola Di Rosa, i due fratelli e il padre insieme a venditori e fornitori. Il traffico nella zona dei "Palazzi Cirio" di Mondragone

Le sigarette sequestrate nel corso dell'indagine

Dieci arresti, di cui sette in carcere e tre ai domiciliari, sono scattati a Caserta a carico dei componenti di un’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi. Al vertice dell’organizzazione un uomo originario di Formia ma residente nel comune di Mondragone. Si tratta di Nicola Di Rosa, 31 anni, considerato capo indiscusso del contrabbando locale insieme ai due fratelli Sebastiano e Antonio, anche loro originari di Formia, e al padre Corrado. L’indagine “Smoke Palace II”  è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dalla compagnia della Guardia di Finanza di Mondragone.

La vendita e il contrabbando ai Palazzi Cirio di Mondragone

Il gruppo scoperto dai finanzieri aveva gestito, dal 2015 ad oggi e in una situazione di sostanziale monopolio, la piazza di vendita delle sigarette di contrabbando a Mondragone, in particolare nella zona dei cosiddetti “Palazzi Cirio”, quartiere degradato e caratterizzato dalla forte concentrazione di stranieri irregolari. In particolare, le indagini hanno dimostrato come nel 2015, a seguito di forti contrasti per il controllo del traffico, si era creata una scissione nell’organizzazione all’epoca predominante sul territorio con la costituzione di un nuovo gruppo criminale composto dagli indagati, che hanno nel tempo  assunto il controllo delle locali piazze di vendita. La famiglia Di Rosa organizzava i punti di vendita, curava il trasporto delle sigarette e si occupava di sorvegliare la zona di influenza per eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine. Al servizio del gruppo c’era anche una rete di venditori che assicurava la continuità nella cessione al dettaglio dei tabacchi. Dagli approfondimenti investigativi è emerso che il gruppo criminale agiva con particolare spregiudicatezza nel rivendicare il controllo del territorio, tanto da intimidire e minacciare direttamente anche un finanziere che aveva la disponibilità di un appartamento in uno dei “Palazzi Cirio”.

Contrabbando di sigarette: 10 arresti | IL VIDEO

I sequestri durante le indagini

Il quartiere consentiva facilmente di monitorare le vie di accesso e controllare quindi costantemente la presenza di auto delle forze dell’ordine scongiurando sequestri. Nonostante questo, nel corso delle indagini, è stata operata una costante pressione repressiva che ha portato a numerosi sequestri già nei primi mesi di lavoro investigativo. Il gruppo però ha usato una serie di espedienti, tra i quali il cambio continuo dei canali e dei tragitti di rifornimento del prodotto, il frazionamento dei trasporti per rimanere al di sotto dei quantitativi che fanno scattare il sequestro penale, la frequente sostituzione delle vetture impiegate e delle schede dei cellulari utilizzate per i contatti diretti tra loro e i fornitori. Circa 30 sono stati i riscontri sul campo durante l’attività di indagine, che hanno portato al sequestro complessivo di più di 520 chili di sigarette, di un appartamento adibito a deposito e di diverse auto.

Gli arresti nella famiglia Di Rosa

Identificati anche i fornitori delle sigarette di contrabbando, tutti della provincia di Napoli che, proprio per l’importanza della piazza di Mondragone, provvedevano spesso anche alle consegne dirette con corrieri di loro fiducia. L’ordinanza ha quindi disposto l’arresto del capo dell’organizzazione, del padre e dei due fratelli, di un uomo responsabile della vendita al dettaglio e di altri cinque fornitori napoletani.

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